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lunedì 12 agosto 2013

Ribadiso - O Pedrouzo

12 agosto

Tappa breve (20km) e veloce. Non c'è più tempo per fermarsi a guardare il paesaggio e i paesini internedi, troppo uguali a quelli dei giorni scorsi. L'obiettivo, in questa giornata di passaggio, è stato quello di dimezzare la distanza per Santiago... attendendo la giornata di domani. Ho fatto solo due pause veloci e poi, testa bassa, a macinare chilometri. I paesi rimanevano indietro uno dopo l'altro: Arzua, As Barrosas, Preguntono, A Peroxa, Tabena Vella, Calzada, Calle, Boavista, Salceda, O Xen, Ras, Rabina, O Empalme, Santa Irene, A Rúa e, finalmente, O Pedrouzo. Il cielo coperto mi ha tenuto compagnia insieme alla meta, presente in ogni momento nei miei pensieri. 

Ormai in pochi riescono a camminare bene: tendiniti, problemi alle ginocchia, vesciche... eppure si nota in tutti la trepidante e gioiosa attesa dell'arrivo.

Quando sono giunto a O Pedrouzo non era ancora mezzogiorno, ma davanti al rifugio (che ospita 120 persone) c'erano già un centinaio di zaini. L'attesa è stata massacrante: prima che aprisse l'albergue seduto sul ciglio della N-547; poi in piedi, con lo zaino in spalla e le scarpe in mano, mentre la coda si accorciava, sperando di poter entrare. Sono stato il numero 112. Al pelo!

Ho trascorso il pomeriggio dedicato alla preparandomi. Sono vicino a Lavacolla, dove gli antichi pellegrini si purificavano, lavandosi nel fiume, per presentarsi degnamente davanti alla tomba dell'apostolo. Qui a Pedrouzo mi sono confessato e ho partecipato alla messa in italiano con un gruppo di Milano e i pellegrini incontrati in questi ultimi giorni. Che bello, dopo più di un mese, ascoltare una messa in italiano! Al termine della celebrazione la benedizione del pellegrino, l'ultima. 

Più passa il tempo più l'adrenalina sale e comincia a sentirsi aria di festa!
Domani sveglia alle 5.00 per poter partecipare alla messa di mezzogiorno in Cattedrale a Santiago. 
Stiamo arrivando! 
Ultreya!

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