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sabato 7 luglio 2018

Norðausturvegur (85)

5 luglio



Stamattina sulla Strada 85 mi sono svegliato sotto una pioggia torrenziale e un forte vento. La temperatura è scesa fino a 3-4 gradi. 
Ho preparato tutto per partire, ho coperto lo zaino perchè non si bagnasse, con fatica sono riuscito a smontare la tenda... e avevo già le mani gelate. 

Alle 8.00 mi sono messo in marcia. Il vento contro e l’acqua che, impietosa, continuava a colpirmi il viso. Sembrava di essere tornato sul Laugavegur l’anno scorso. Quanto potevo resistere all’aperto in quelle condizioni?

Alle 9.00 (e 5 km fatti) ho ceduto, mi sono portato sul ciglio della strada e ho rimontato la tenda. Al coperto il freddo non era così pungente come fuori! Mi sono messo vestiti asciutti, mi sono riscaldato e ho atteso.
Il vento e la pioggia si sono abbattuti sulla mia tenda per tutta la mattina, tutto il pomeriggio. 
Le previsioni per domani non sono buone. Invece che scendere verso Ásbyrgi mi dirigeró verso Kópasker: c’è un ostello nel quale posso ripararmi. 

Raufarhöfn - Norðausturvegur (85)

4 luglio



Anche questa notte ha piovuto ma stamattina il cielo era sereno. Qualche nuvolone all’orizzonte (proprio a sud, verso dove mi incamminavo) e le previsioni del tempo che annunciavano pioggia a partire dalle 18.00. Si poteva partire sereni. Per arrivare ad Ásbyrgi erano 71 km: 3 giorni di cammino.

Ormai lo zaino non è più così fastidioso come all’inizio: riesco a coprire distanze più lunghe senza dovermi fermare a riprendere fiato. Quasi senza accorgermi, tra una pausa e un’altra arrivo alla strada 85, quella che taglia la Melrakkaslétta, e proseguo. Il problema è non avere più acqua da bere. Finalmente trovo un laghetto, riempio le borracce e vado avanti. Quando il GPS segna 26 km percorsi, inizia a piovere. Mi fermo sul ciglio della strada, stanco ma soddisfatto. 45 km ad Ásbyrgi! 

Fuori dalla tenda piove a dirotto, le nuvole sono basse e si è alzato il vento. 

Melrakkaslétta - Raufarhöfn

3 luglio



Questa notte ha fatto quattro gocce ma, quando ho smontato la tenda, non pioveva, anche se il cielo non prometteva bene.
Ho puntato il GPS verso Efri-Hólar. 24 km. Bene! Potevo farcela. Eppure, dopo un’ora, con grande fatica, avevo percorso solo 2 km. Grazie a una consulenza tecnica da casa mi sono deciso a ritornare indietro, a passare la notte a Raufarhöfn e a scendere utilizzando la strada asfaltata. Tre giorni di ritardo sulla tabella di marcia.

Ho piantato la tenda nel campeggio di Raufarhöfn e ho sfruttato il pomeriggio per lavarmi e lavare tutto quello che avevo indossato nei giorni precedenti. Una passeggiata per il villaggio, una breve salita per avvicinarmi al faro e una lauta cena all’ Hotel Norðurljós. 



Qui in campeggio non sono l’unico: ci sono due ciclisti, altri due escursionisti a piedi e tre o quattro fuoristrada. Vado a letto deluso per aver perso 24 ore nella Pianura, ritornando poi al punto di partenza. Ma domani si riparte...

venerdì 6 luglio 2018

Hraunhafnartangi - Melrakkaslétta

2 luglio



Ho dormito proprio ai piedi del faro 

Hraunhafnartangi. Il tempo era bello, cosí ho atteso le 00.00 per vedere il famoso sole di Mezzanotte: uno spettacolo indescrivibile!




Durante la notte il silenzio era interrotto solo dal grido degli uccelli e dal rumore del vento contro la tenda.

Alle 8.00 ho iniziato a camminare. Facevo fatica a portare lo zaino: troppo pesante. Ogni 2/3 km mi fermavo per riprendere fiato. Il paesaggio era sempre lo stesso: il mar di Groenlandia a sinistra e l’immensa pianura Melrakkaslétta sulla destra. Compagni di viaggio gli uccelli, che continuavano a volare sopra la mia testa e qualche pecora che scappava al mio passaggio. Ogni tanto una casa mi aiutava a ritrovare il senso delle distanze.
Lo sterrato è diventato strada asfaltata e sono entrato nel piccolo villaggio di Raufarhöfn, annunciato in lontananza  dall’Arctic Henge e dal caratteristico faro arancione. 
Alle 11.30, con 12 km nelle gambe, mi sono fermato in un ristorante. Ero l’unico cliente e l’unico piatto era una bella zuppa bollente, servita con pane. Immancabile il caffè. Ho preso tempo per riposarmi e guardare le mappe. Poco più avanti sarebbe arrivato il momento di lasciare la strada e di addentrarmi nella Melrakkaslétta, seguendo un antico sentiero di 33 km.

Come previsto, alla fattoria Vogur ho svoltato a destra, ho aperto un cancello, e ho iniziato a percorrere la strada ben segnata. Man mano che procedevo il sentiero diventava sempre più stretto fino a perdersi nella tundra. Probabilmente avevo imboccato la traccia  sbagliata, dovevo andare più a sud, fino al ponte che attraversa il fiume. Ho puntato il GPS verso Sud e via, di nuovo in marcia. Che fatica camminare senza un sentiero: erba alta, buchi, arbusti, paludi... piano piano, ma stanco morto, sono arrivato al ponte. E insieme al ponte c’era anche una strada 4x4, ben visibile. Non mi sono perso d’animo e ho ricominciato ad entrare più in profondità nella Pianura. Ma anche quest’ultimo sentiero, passando a sinistra di un rudere di una fattoria (ma non doveva essere sulla destra?!?), spariva. 
L’unica soluzione era andare avanti con il GPS, puntando la fattoria di arrivo, sulla strada asfaltata dall’altra parte della penisola.... ma per ora era meglio fermarsi. Intanto il cielo si andava annuvolando. 

Ho trovato uno spiazzo in mezzo al niente e ho piantato la tenda. 




martedì 3 luglio 2018

Milano - Hraunhafnartangi

1 luglio
Quasi 24 ore di viaggio per raggiungere il punto più a nord dell’Islanda, da dove partirà la mia traversata a piedi.

Volo Wowair Milano Malpensa - Keflalvik
È stato un viaggio dal buio alla luce: sono partito a mezzanotte e, ovviamente, a Milano il cielo era scuro. È stato affascinante svegliarmi verso l’1.30 e vedermi immerso in uno splendido cielo azzurro e chiaro.



Arrivato all’Aeroprto di Keflavik mi sembrava di rivivere l’avventura dell’anno scorso: tutto era uguale. Era come ritornare in posti cari e conosciuti. Quasi quasi mi aspettavo di vedere per terra mio papà che mangiava i pop-corn sotto la finestra dei reclami! Invece erano altri gli accampati ad attendere una coincidenza.
Non pioveva e alle 2:30 di notte era chiaro come fosse giorno.

Volo Reykjavik -Akureyri



L’aeroporto di Reykjavik era piú piccolo di quello di Kelflavik: un’unica stanza, gli avvisi erano semplici fogli A4 che venivano stampati ed esposti... e anche l’aereo era piccolo: 36 posti e rumorosissimo. L’aeroporto di Akureyri era ancora più piccolo di quello della partenza.

Akureyri -Húsavík 



Il pullman di linea per Husavik era un pulmino. Oltre all’autista e a me c’erano anche una ragazza inglese e un ragazzo svizzero. Abbiamo fatto sosta alle cascate di Goðafoss per qualche foto.

Húsavík - Hraunhafnartangi



Alle 19 in punto Rúnar è passato a prendermi con la sua auto alla stazione di servizio N1 di Húsavík. Il panorama di quest’ultimo tratto di viaggio era eccezionale: ad ogni curva nuove scogliere e i riflessi del sole sul mar di Norvegia erano continuamente diversi. Finalmente da lontano ho visto Hraunhafnartangi, il faro più a Nord dell’Islanda. Quante volte nei mesi scorsi ho cercato la foto su internet, quante volte ho studiato la posizione e i dintorni. 

Eccomi, finalmente, all’inizio di una nuova avventura!

martedì 8 maggio 2018

Il cammino e la Valle dei Monaci


È uno dei 19 sentieri d’impronta religiosa promossi e recensiti dalla Regione Lombardia. Inizia dalla basilica di San Lorenzo alle Colonne in pieno Centro di Milano, per collegarsi alla Via Francigena presso Corte sant’Andrea (LO), luogo in cui si attraversa il Po.

È possibile raggiungere Corte sant’Andrea in tre tappe:

Milano – Melegnano (23 km)


In questa prima parte del percorso si incontrano luoghi significativi per la fede e la storia di Milano.

San Lorenzo Maggiore, una delle basiliche più antiche di Milano, costruita tra la fine del IV e l’inizio del V secolo, forse “cappella palatina” del vicino palazzo reale della Milano imperiale.

Santi Apostoli e Nazaro Maggiore. Il pellegrino che da Milano vuole raggiungere Roma non può restare indifferente alla suggestione di percorrere buona parte di Corso di Porta Romana, l’antica via porticata. È consigliata la visita alla Basilica dei santi Apostoli e Nazaro maggiore, chiesa voluta e consacrata nel 396 da sant’Ambrogio, per sottolineare il legame della Chiesa di Milano con la Chiesa di Roma.

Nocetum e la Chiesa dei santi Filippo e Giacomo.  In questo luogo già nei primi secoli del cristianesimo si rifugiavano i vescovi di Milano per sfuggire alle persecuzioni dei Goti; tra il 1200 e il 1250 vi si stabilirono i monaci di dell’Abbazia di Chiaravalle costruendo una fattoria e ancora oggi, gli affreschi testimoniano la dipendenza di questo luogo almeno dalle abbazie di Chiaravalle e di Viboldone.

Abbazia di Chiaravalle. La comunità cistercense di Chiaravalle è stata fondata da san Bernardo nel 1135, in una zona paludosa a pochi chilometri a sud di Milano e vi rimase fino alla cacciata dei monaci del 1798. Grazie all’intervento del Cardinale di Milano Alfredo Ildefonso Schuster, nel 1952 i monaci benedettini ritornarono all’abbazia.

Abbazia di Viboldone. Fondata nel 1176 dall’ordine degli Umiliati, nel corso della storia trasformata e abbandonata fino al 1941, quando venne eretto il monastero delle benedettine di Viboldone.

Ossario santa Maria della Neve, nel quale sono custodite le ossa dei militari svizzeri caduti nella battaglia dei Giganti del 13 e 14 settembre 1515.

Basilica Minore di San Giovanni Battista in Melegnano, luogo in cui forse sorgeva una chiesa edificata ai tempi di sant'Ambrogio, oggi la basilica custodisce affreschi risalenti al 1400.

Melegnano – sant’Angelo Lodigiano (23 km)

Sant’Angelo Lodigiano – Corte sant’Andrea

sabato 3 febbraio 2018

Iceland Hiking Traverse 2018 - Planning

TOTALE: 483 km

1 luglio: notte in tenda presso Hraunhafnartangi.

2 luglio: Hraunhafnartangi - RaufarhöfnMelrakkaslétta (25 km)


Partendo da Hraunhafnartangi (66.536178, -16.02605), scenderò fino alla strada sterrata 870 lungo la spiaggia di sassi. 1,7 km
Seguendo la strada 870 verso est, raggiungerò Raufarhöfn, il villaggio abitato più a nord dell'Islanda (ben 173 abitanti) e da lì, lungo la strada 85, arriverò a Vogar (66.437392, -15.949295). 14 km
Prenderò il sentiero numero 7, ben riconoscibile, un tempo la via principale per attraversare la pianura.

Notte in tenda sul sentiero.

3 luglio: Melrakkaslétta - Presthólar (23 km)
 notte in tenda sulla strada 85

4 luglio: Presthólar - Ásbyrgi (29 km)
notte in tenda presso Ásbyrgi campground

5 luglio: Ásbyrgi - Vesturdalur (12 km)
notte in tenda presso il camping Hljóðaklettar

6 luglio: Vesturdalur - Dettifoss (19,5 km)
notte in tenda presso il camping Dettifoss

7 luglio: Dettifoss - Eilifsvotn (13 km)
notte in tenda presso il lago

8 luglio: Eilifsvotn - Reykjahlíð (30 km)
notte in tenda presso il camping di Reykjahlíð

9 luglioReykjahlíð - Sellandafjall  (25 km) 

10 luglio: Sellandafjall - Botni hut (22,5 km)

11 luglio: Botni hut - Dyngjufell hut (21 km)

12 - 13 luglio: Dyngjufell hut - Kistufell hut (50 km)

14 luglio: Kistufell hut - Canale presso Langháls (33 km)

15 luglio: Langháls - Hágöngulón (30 km)

16 luglio: Hágöngulón - Sylgja (41 km)

17 luglio: Sylgja - Jökulheimar hut (23,5 km)

18 luglio: Jökulheimar hut - F228 (40 km)

19 luglio: F228 - Landmannalaugar (45,5 km)