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sabato 24 agosto 2013

Póvoa de Varzim - Lugo


24 agosto

Per la prima volta mi è capitato di dormire in un albergue da solo: era un'esperienza che mi mancava.

Alla fine sono andato a Porto in metro. Avevo visto che l'unico bus per Lugo partiva alle 12.45 e non volevo rischiare di perderlo.
Mentre mi avviavo verso la stazione di Póvoa mi sono fermato a fare due colazioni: i dolci portoghesi sono irresistibili, in ogni caffetteria diversi. Mi mancheranno.
Ho fatto il tragitto in metro cercando di capire la pronuncia portoghese, confrontando i nomi delle 31 stazioni con quelli che sentivo dire: troppo complicato! 

A Porto ho fatto il biglietto dell'autobus. Ho avuto solo il tempo di comprare una bottiglia di Porto ("quello buono", mi hanno garantito) e di accorgermi che la città vale davvero la pena di essere visitata. Quando torneró a concludere il Cammino verso Fatima devo mettere in programma una sosta di almeno un giorno per visitate.

Alle 12.45, dopo aver capito da dove partiva e qual era il mio pullman, sono partito alla volta di Valenca per cambiare e ripartire verso Lugo. Sul secondo bus ero da solo, oltre all'autista, ovviamente.

Sono arrivato a Lugo alle 19.00 e l'albergue era pieno. Ho preso una nuova credenziale, l'ho fatta timbrare, ho cenato e ora (21.30) sto partendo a piedi per Santiago. Al supermercato ho preso sacchi della spazzatura e carta d'alluminio per combattere il freddo e l'umidità della notte all'aperto. Verso Santiago! Ultimi 102 chilometri di questa avventura!

ore 23.00
Sono uscito da Lugo, ho attraversato per l'ennesima volta il fiume Mino e ho camminato sotto una stupenda stellata. Dovevo stare attento a non inciampare perchè continuavo a contemplare il cielo. Bellissimo!

Dopo 4 chilometri abbiamo incontrato la piacevole e inaspettata sorpresa di una famiglia che, vedendoci camminare al buio, ci ha ospitato per la notte. Hanno una bambina di quattro mesi e hanno deciso di accoglierci, facendoci sentire a casa nostra. Il cammino non ha ancora finito di stupirmi.




venerdì 23 agosto 2013

Marinha - Póvoa de Varzim

23 agosto

Sono partito alle 8.30 per Vila do Conde. Sono sceso sul lungomare di Esposende, ho attraversato il fiume Cavado, sono arrivato ad Apulia e ne ho percorso il magnifico litorale, come al solito mi sono perso in mezzo ai campi e alla fine con molta pazienza, sotto il sole, alle 14.00 sono arrivato al Centro Salúe di Agucadoura.

Eh si, avevo sottovalutato l'eritema comparso ieri sulla gamba destra e questa mattina è peggiorato. Ho fatto l'accettazione, ho atteso il mio turno e alle 15.00 l'infermiere, dopo aver dato un'occhiata alla gamba, mi ha detto che dovevo aspettare alle 18.00 l'arrivo del medico. Ci siamo intesi utilizzando il google-traduttore. 

La cosa che temo di più non sono tanto i 10 chilometri che ancora mi mancano per arrivare a Vila do Conde, quanto il pericolo di non trovare alloggio dai Bombeiros perché faccio tardi. 
Mentre sto aspettando, passeggio sulla spiaggia Bandiera Blu, contemplando l'Oceano e il volo dei gabbiani nel forte vento.

ore 20.30
Sono seduto fuori l'albergue de S. José de Ribamar in Povoa de Varzim e sto aspettando l'hospitalero. Meglio non rischiare di andare avanti ancora 4 chilometri fino a Vila do Conde, visto l'orario. 

La dottoressa ha diagnosticato una reazione allergica dovuta al sole e mi ha fatto fare una flebo di cortisone. 
Uscito dal Centro Salúe alle 19.00, ho trovato il tempo cambiato: c'era nebbia, freddo e il solito forte vento, la sabbia volava da tutte le parti. Aria di tempesta. Nell'aria solo la musica dei locali vuoti e i versi dei gabbiani. 
Per tirarmi su il morale ho mangiato un mega dolce alla crema e al cioccolato, di quelli che si trovano solo qui in Portogallo. Proseguendo mi sono fermato a parlare con un matto; ho fatto un lungo pezzo di cammino con Josè, che ci teneva tanto a mostrarmi la strada e a chiacchierare del più e del meno.
Quando sono arrivato a destinazione, dopo aver chiesto mille volte dove fosse l'albergue, ho trovato chiuso. Quasi senza speranze ho chiamato il numero scritto sulla porta e... incredibile ma vero, ora stanno arrivando ad aprirmi!

Non so ancora se domani andró a Porto a piedi o in pullman... Da qui sono una trentina di chilometri e in serata vorrei essere a Lugo per ripartire, domenica, di nuovo, alla volta di Santiago, sul cammino primitivo. Non ho voglia di fare le cose di corsa: camminare richede calma, tempo e anche la capacità di fermarsi a guardare, parlare e riposare. La città di Porto merita, dicono, più di una veloce occhiata... e anche Lugo. Verdremo cosa mi suggerisce la notte.