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venerdì 12 agosto 2016

Aajuitsup Tasia - Kangerlussuaq (21,9 km)

11 agosto


Come sempre, qui in Groenlandia, mi sono svegliato presto. Alle 3.30 è già giorno ed è difficile adattarsi a così tante ore di luce. Me la sono presa comunque comoda, visto che piovigginava: ho fatto colazione con calma; sono rimasto un po' al caldo nel sacco a pelo; ho preparato lo zaino, accorgendomi di avere il materassino bucato; ho smontato la tenda e alle 8.45 sono partito, sempre sulla strada per Kangerlussuaq.
Non è stata una giornata facile, innanzitutto per il clima: freddo e caldo, pioggia e sole... non sapevo come vestirmi. Poi i piedi, abituati a camminare con le scarpe da trekking, non resistevano agli scarponi. Infine non avevo acqua: mi sono dimenticato di fare rifornimeto al lago Aajuitsup e quindi ho camminato "a secco" per quasi tutta la tappa.

In breve tempo mi somo inotrato nell'originale e sabbioso deserto Artico di Sandflugtdalen. Mi sono fermato a mangiare sui rottami di un aereo precipitato nel 1968 e mi sono rimesso in marcia. Il monte Sugar Loaf si faceva sempre più vicino, pian piano la strada si avvicinava alla civiltà: un tavolino, un bidone per la spazzatura, una casetta, una tritasassi, un campo minato e un campo da golf (!!!)... Infine il rumore degli aerei e la vista dell'aeroporto di Kangerlussuaq... ho imboccato a via Marius Olsen e alle 14.00 ero nel terminal.
Appena entrato sono venuti a salutarmi i due fidanzatini che erano nel mio gruppo sulla Calotta Polare, poi altre due persone mi hanno chiesto consigli sulla strada che avevo fatto... io invece volevo solo bere e trovare un alloggio per la notte, per lavare e lavarmi con calma, prima di partire per Sisimiut. 

Ho trovato una stanza all'Old Camp, a 2km dall'aeroprto. 



Ice Cap - Aajuitsup Tasia (16,5 km)

10 agosto


Alle 16.22 abbiamo lasciato il Camp Ice Cap, con le slitte cariche di materiale. Dal ghiaccio siamo passati alla terra ferma, siamo scesi dall'altra parte della morena e abbiamo raggiuto il Point 660, dove ad attenderci c'era il pullman per ritornare a Kangerlussuaq. Ho impiegato parecchio tempo per convincere la guida a lasciarmi
tornare a piedi ma e, alla fine, mi ha fatto le sue ultime raccomandazioni ed è salito sul pullman. Così ho iniziato a camminare, ancora con la giacca, il cappello e i guanti perchè il vento scendeva freddo dalla Calotta Polare. Dopo qualche metro mi ha superato il pullman suonando il clacson per salutarmi. Tutti mi salutavano! Ci saremmo rivisti il giorno dopo in città.

La via che ho percorso è uno sterrato ed è la strada più lunga della Groenlandia: ben 40km. Era impossibile sbagliarsi visto che non c'era nessun bivio. 
Man mano che mi allontanavo dalla Calotta Polare il clima diventava più mite. La vista era rapita dai ghiacciai (in modo particolare il Russell Glacier), dalle renne e dai laghi. Il sole basso colorava in modo particolare tutto il paesaggio.

Mi sono fermato sul lembo di terra prima del lago Aajuitsup Tasia, luogo di pesca e di caccia, come dimostrano le barche, le trappole e i pezzi di renne e di buoi muschiati sparsi per la spaggia. Mentre ispezionavo la zona sono arrivati Jan e Till, che hanno iniziato a montare la tenda. Subito dopo, da un autobus, è scesa un'allegra comitiva di Inuit, attrezzati per dormire lì la notte. Anche io mi sono sistemato, ho cenato e mi sono infilato al caldo nel sacco a pelo.