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sabato 23 agosto 2014

Kungsleden (... dopo averlo percorso)


23 agosto

In questo giorno di passaggio tra l'essere "hiker" e l'essere "turista" vorrei sintetizzare  alcuni punti dell'esperienza del Kungsleden.


1. LAPPONIA o CIRCOLO POLARE ARTICO. 


Solo questi due riferimenti spaziali contribuiscono a rendere il Kungsleden qualcosa di leggendario. E i Sami e le renne; la tundra, i muschi e i licheni; le foreste di betulle e quelle di conifere; il grande gelo invernale, immaginato vedendone i segni.. prima erano tutte cose conosciute solo attraverso film o libri di geografia.
Non ero mai stato così a Nord, dove anche i ritmi di luce e tenebre ricordano che ci si trova in luoghi "diversi". 

2. INTO THE WILD.



Il cammino si dispiega in luoghi incontaminati, dove la presenza dell'uomo è pressochè assente. È una sensazione straordinaria quella di passare nella natura selvaggia in punta di piedi, con umiltà, chiedendo quasi il permesso per poter entrare in una casa che non è la "nostra". E camminare sentendo la presenza di orsi, alci, wolverine, zanzare, lemmings, linci, volpi, scioattoli... E godere dei suoni e dei silenzi, delle luci e delle ombre, dei panorami: regali esclusivi capaci ogni volta di meravigliare e di riempire il cuore di gratitudine.

3. NIENTE COMODITÀ E SERVIZI.



Per la maggior parte dei giorni gli unici comfort sono stati la tenda, qualche snack per i pasti ed indumenti caldi e asciutti per la notte. Se andava bene potevo lavarmi nell'acqua gelata del fiume o del lago, se andava male neanche quello; più  volte ho dovuto scegliere se indossare i vestiti umidi (fradici) o quelli sporchi; soprattutto quando pioveva, i servizi igienici, piuttosto elementari ma al coperto, erano una grande benedizione. 

4. NIENTE CORRENTE ELETTRICA, NIENTE RETE MOBILE, NIENTE INTERNET. 



Ho dovuto razionare l'uso dell'iphone perchè potesse permettermi di pregare e di fare foto per 4 o 5 giorni senza scaricarsi. Non potevo sapere l'ora, ero isolato dal resto del mondo, non potevo chiamare nessuno nemmeno se avessi avuto bisogno, non potevo far sapere a nessuno come stavo, non potevo occupare le lunghe ore giocando a Candy Crash, non potevo aggiornare il blog quotidianamente... 
Nonostante la fatica dei primi giorni, queste mancanze hanno reso la mia vita  più essenziale ma non per questo meno interessante. 

5. SVENSKA TURISTFÖRENINGEN. 



Sul Kungsleden ci sono rifugi organizzati, semplici ripari, simpatia, generosità e accoglienza. Grazie a chi per passione o per impiego, con competenza, rende accessibile l'inaccessibile in modo così straordinario.

6. INCONTRI.



Sul Cammino di Santiago me lo aspettavo, qui no. Eppure anche sul Kungsleden l'incontro con l'altro non è mai solo uno sfiorarsi ma diventa in fretta familiaritá, caldo abbraccio e condivisione. Così è stato con Joshua, Chris, Saskia, Marcello, la coppia di tedeschi, il ragazzo olandese, il padre e il figlio svedesi, la famiglia tedesca...

7. CAMMINARE (e REMARE).



"The best way to kmow a place is to walk it." (S. Szapsi)

"Camminare è la migliore medicina dell'uomo." (Ippocrate)

Sono sempre più convinto che camminare sia il modo migliore di viaggiare. È bello perchè si conoscono luoghi e culture nuove; è utile per conoscere se stessi in modo profondo; è nuovo perchè siamo così abituati a correre che non sappiamo più nemmeno cosa significhi andare a passo d'uomo. Provare per credere!



sabato 26 luglio 2014

Abisko - Niahkájavri


26 luglio (2 parte)


Alle 14:30 il treno si è fermato ad Abisko e, insieme a Joshua, un ragazzo del Colorado, sono sceso. Il panorama era bellissimo! Peccato che non fosse la nostra fermata!  Infatti, per arrivare ad Abisko Turiststation (dove inizia il Kungsleden) mancavano ancora 2 km. Seguendo i cartelli abbiamo deciso di andare a piedi, accompagnati per un bel pezzo da uno svedese. 

Arrivati alla stazione turistica abbiamo comprato una cartina, abbiamo bevuto un po' d'acqua e abbiamo iniziato il Kungslen. Neanche il tempo di orientarmi, di campire dov'ero, che già ero in marcia. 

Il tratto che abbiamo percorso si snoda nel parco naturale di Abisko. La vegetazione è molto rigogliosa: betulle, muschi, piccoli arbusti... e un torrente scorre accanto al sentiero. 

Non è stato particolamente impagnativo anche perchè abbiamo fatto pochissimi chilometri in piano ma ho iniziato a prendere confidenza con il cammino: ho ricaricato la borraccia direttamente dal fiume (speriamo bene); ho camminato sulle passerelle di legno sopra la tundra; ho piantato la tenda nel bosco; ho fatto conscenza con le fameliche zanzare svedesi; ho iniziato a dire "Hej" al posto di "Hola" alle persone che incontravo; ho fatto un po' di bucato nel torrente; ho visto il primo lemming...
Sinceramente pensavo che facesse un po' più freddo, invece si sta bene in maglietta a maniche corte.

Dove ci siamo piazzati, oltre alle nostre, per il momento ci sono altre quattro tende. Mi aspetta la prima notte sul Sentiero del Re.



Artic Circle Train


26 luglio (1 parte)

Il ritardo del treno é stato di quasi 2 ore: sono partito alle 19:30. Qualcuno sulla mia carrozza percorrerà il Kungsleden partendo da Abisko come me, altri faranno qualche altra tappa. C'è anche un gruppo di ragazzi italiani che invece sta viaggiando con l'Interrail verso Capo Nord.

Usciti da Stoccolma, le città e i paesi hanno presto lasciato posto a prati, foreste e laghi, paesaggi resi ancora più suggestivi dall'eterno tramonto. In effetti la luce non è mai sparita del tutto durante la notte. La cosa da una parte ha un fascino incredibile, dall'altra rischia di crearmi problemi ai ritmi di sonno-veglia.

Alle 9:30 ho capito cosa voleva dire il capotreno quando, alle 7:30 mi ha svegliato dicendomi parole incomprensibili in svedere, tradotte poi in inglese "change the car but not the train": a Boden Central hanno sostituito la carrozza 16. Siamo scesi con tutti i nostri bagagli, siamo risaliti su un vagone identico nel binario vicino e siamo ripartiti.
Scelgo sempre il momento migliore per andare a prendere da mangiare nel ristorante: ieri sera ho deciso di cenare alle 22:30 quando c'era il cambio del personale di servizio (un'ora in fila in piedi ad aspettare!) e stamattina un attimo prima del cambio carrozza... proprio perchè stavano per chiudere, il caffè era gratis.

Alle 10:50 hanno annunciato che stavamo passando il Circolo Polare. Fuori dal finestrino ormai si vedono solo boschi e qualche casolare sperduto ogni tanto.