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mercoledì 21 agosto 2013

A Ramallosa (E) - Caminha (P)



20 agosto

Stamattina mi sono svegliato tardi: non ho più intenzione di partire con il buio e ho capito che sul Cammino della Costa i ritmi sono più lenti. Sono partito alle 8.30, dopo aver fatto colazione con gli amici di Buccinasco. C'era già il sole e non faceva freddo.
Ho siperato il ponte sul Rio Minór, ho
Ho camminato sulla spiaggia e sul lungomare fino al castello di Baiona (4km). Poi il Cammino mi ha fatto salire fino alle Virgen de la Roca, statua in memoria del ritorno della caravella Pinta dopo la scoperta dell'America. Quante emozioni guardando l'Oceano e pensando a Cristoforo Colombo, che è andato oltre, sfidando la paura dell'ignoto e le certezze del suo tempo!
Ridisceso, ho tenuto il mare sulla destra, le montagne a sinistra, e ho percorso l'infinita pista ciclabile che, lungo la PO-552, mi ha portato ad A Guarda (35,5km). Ho attraversato tanti paesini sulla costa, tra cui spiccava Oia con il suo monastero; ho ammirato le rocce contro le quali si infrangevano le onde... ho lasciato la ciclovia poche volte: una volta per scendere su un sentiero strettissimo e pieno di rovi in mezzo a un bosco di pini e di eucalipto, un'altra volta per passare sul ciglio di una montagna, in una riserva di cavalli. Il sole era forte e il caldo si faceva sentire, più che nelle mesetas. Per un lungo tratto, il mio desiderio principale era quello di trovare una fonte o un bar per bere: pensavo di morire di sete.
Sono arrivato ad A Guarda alle 18.00, ho precorso gli ultimi chilometri di Galizia passando per un bosco, e sono giunto al passaxe del Rio Mino, il confine con il Portogallo. Ho preso il ferry per passare sull'altra sponda alle 18.40 e alle 17.50 ero già in Portogallo, a Caminha. È stato un momento importante: lasciare la Spagna dopo più di un mese, lasciare alle spalle Santiago, la sicurezza degli gli albergue della Giunta, il cammino verso Ovest... 

A Caminha l'albergue era chiuso. Ho aspettato che arrivasse l'hospitalero, che alle 19.00 (orario portoghese), ci ha aperto e se ne è andato. Eravamo in tre: io, Pedro (portoghese) e una ragazza ungherese.

lunedì 19 agosto 2013

Redondela - A Ramallosa


19 agosto

Tappa memorabile! Ufficialmente da Redondela ad A Ramallosa, lungo il cammino portoghese della costa, sono 37,9 chilometri. Io, invece, penso di essere riuscito a farne, se non 50, poco meno. Fatto sta che sono partito alle 6.00 e sono arrivato alle 18.30.

Tutto è iniziato alle 5.10, quando, grazie a qualcuno troppo rumoroso nell'albergue, ho deciso di prepararmi per partire. Alle 6.00 mi sono messo in movimento. Era buio ma andavo sicuro: sapevo dov'era la strada, dove dovevo attraversare la ferrovia... fino al terzo chilometro: ero nel bosco ed erano spariti i segnali. Mi ero perso. Sono andato avanti a tentoni finché è comparso il paese di Cedeira: almeno i lampioni illuminavano qualcosa. Non sapevo se scegliere la strada in piano ma con un cane ringhiso, che appena mi voltavo si avvicinava, oppure quella ripidissima, in discesa, che diventava subito un sentiero di nuovo in mezzo al bosco. Di tornare indietro non ci pensavo nemmeno: troppo difficile anche se avessi saputo da dove ero arrivato.
Mentre mi promettevo di non partire più così presto, di non scegliere più cammini alternativi... è arrivato il mio salvatore: un uomo che scendeva a piedi a Redondela per andare al lavoro. Mi ha riaccompagnato sul cammino centrale, mi ha indicato la direzione e mi ha sconsigliato di non fare il cammino della costa.

Un po' triste mi sono avviato sulla strada per Tui. Salutavo quelli che venivano in senso contrario, spiegavo quello che stavo facendo a chi non capiva perchè non stessi andando a Santiago, mi perdevo, ritornavo sui miei passi e ritrovavo la strada... Ad un certo punto, guardando la mappa ho pensato di riprovare a raggiungere la costa. Detto, fatto. Chiedi a uno, chiedi all'altro, alle 9.30 ho deviato dal Cammino e ho proseguito su una strada statale prima fino all'Aeroporto, poi fini a Vigo. Sono arrivato alle 11.30. 
Mentre scendevo verso la città rimanevo stupito da come era abbarbicata sui colli: le strade avevano una pendenza vertiginosa e sembrava che le case fossero costruite una sopra l'altra. In fondo, dove c'era un po' di nebbia, immaginavo l'Oceano. Anche quando sono arrivato alla Cattedrale i palazzi mi coprivano la vista sul mare che intravedevo ogni tanto.

Da Vigo ho cercato il Cammino della Costa e, I-Phone in mano, ho iniziato a percorrerlo. Con la luce del sole era tutta un'altra cosa: si vedevano i segnali, si poteva chiedere alle gente ed era più facile orientarsi. Pensavo di camminare vicino all'Oceano, invece lo vedevo solo da lontano. Non ero soddisfatto.

Studiando bene le indicazioni sono riuscito a prendere il bivio che mi portava sul Cammino del litorale (freccia verde). Sono sceso ed ecco l'Oceano davanti a me, sono sceso ed eccomi camminare sulla Playa do Portino, poi su quella de Prado, poi i miei piedi hanno iniziato a reclamare per la sabbia che si infilava nelle scarpe e ho preferito il lungomare per la Playa de Patos. Altro panorama per la Playa da Madorra e un altro ancora per l'infinita Playa America. Posso solo immaginare l'effetto che facevo passando in mezzo ai bagnanti con zaino, bastone e scarpe. 

Alle 18.30 sono arrivato a Ramallosa. L'albergue é presso le Damas Apostolicas: camera singola con lenzuola pulite ed asciugamano.
Pensavo ci fosse meno gente sul Cammino della Cosa, invece sono qui alloggiate cinque ragazze provenienti da tutto il mondo e un gruppo di quattro persone di Buccinasco.

Alle 21.00 siamo andati alla Playa America per fare il bagno nell'Oceano. Il mio primo bagno nell'Oceano, mentre il sole tramontava con colori favolosi.
Abbiamo poi atteso che il sole sparisse del tutto dietro la linea d'acqua e siamo andati a cenare.