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Visualizzazione post con etichetta Reykjavik. Mostra tutti i post
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giovedì 4 gennaio 2018

Iceland Hiking Traverse - Raggiungere Hraunhafnartangi


1. Milano - Keflavik (30 giu 23.55 - 01 lug 02.20)

Per raggiungere l'Islanda da Milano ci sono diverse opzioni. 
La migliore è quella offerta da WOWair, che, durante l'estate, collega l'Aeroporto di Malpensa e l'Aeroporto Internazionale di Keflavik con voli diretti martedì, giovedì e sabato (Malpensa 23.55 - Keflavik 02.20; Keflavik 16.35 - Malpensa 23.00). 
L'anno scorso avevo viaggiato con la Scandinavian Airlines, un po' più economica, con uno scalo molto breve all'Aeroporto Internazionale di Kastrup in Copenhagen e durante le ore del giorno, in modo da poter avere la disponibilità del maggior numero di servizi alla partenza e all'arrivo. Purtroppo il servizio bagagli della SAS (come quello della Edelweiss, Finnair, Transavia e AircCanada) è gestito da Ace Handling, che non ha addetti alla Reception dell'Aeroporto di Keflavik e non è raggiungibile né per telefono né per mail. Se non arrivano i bagagli bisogna arrangiarsi da soli. 
L'altra alternativa interessante è quella offerta da Icelandair, l'unica compagnia che offre collegamenti con altri aeroporti islandesi direttamente da Keflavik, solo per coloro che raggiungono l'Islanda con Icelandair. I voli diretti da e per Milano sono lunedì, mercoledì e sabato (Malpensa 20.40 - Keflavik 22.50; Keflavik 13.50 - Malpensa 19.40).

2. Keflavik - Reykjavik

Dall'Aeroporto di Keflavik è possibile raggiungere in 45 minuti il centro di Reykjavik con l'Airport Espress di Grey Line (arriva a Reykjavik al Grey Line Bus Terminal Holtagarðar) o il Flybus di Reykjavik Excursions (arriva a Reykjavik al BSI Bus Terminal). Le partenze dall'Aeroporto sono in coincidenza con l'arrivo dei voli (circa 45 minuti dopo l'atterraggio) e i biglietti possono essere fatti direttamente in Aeroporto. L'anno scorso ho viaggiato con Reykjavik Excursions e gli autobus di trasferimento dall'aeroporto avevano il WI-FI gratis e la possibilità di ricaricare il telefono.
Un'alternativa più economica è il bus 55 di Strætó, che parte dall'Aeroporto agli orari consultabili sul sito.

3. Reykjavik - Akureyri (1 lug 11.30 - 12.15)

AirIceland offre più collegamenti al giorno tra l'Aeroporto di Reykjavik e quello di Akureyri, con voli di 45 minuti a un prezzo che si aggira intorno ai 100 euro. E' la soluzione migliore rispetto quelle proposte in autobus dalle varie agenzie di trasporto, che richiedono cambi e lunghe ore di viaggio.


4. Akureyri - Husavìk ( 1 lug 17.27 - 18.50)

Da Akureyri è possibile raggiungere Husavik con la linea 79 della Strætó. Normalmente d’estate la linea 79, prenotando telefonicamente, raggiunge anche Ásbyrgi, Kòpasker e Raufarhöfn ma gli accordi con il comune di Eyþing vengono presi da Srætó ogni anno verso la metà di aprile.

5. Husavìk - Hraunhafnartangi (1 lug 19.00 - 21.00)

L’unico modo che ho trovato per raggiungere Hraunhafnartangi è stato quello di prenotare un trasporto privato presso l’agenzia Fjallasyn. Verranno a prendermi alla fermata dell’autobus e mi porteranno subito a Hraunhafnartangi, dove inizieró la mia spedizione.

lunedì 24 luglio 2017

10 cose da fare a Reykjavik

24 luglio

Dopo due giorni non previsti a girare per Reykjavik, ecco, tra le tante, le 10 cose più interessati che abbiamo fatto/visto nella capitale dell'Islanda.

- Il giardino delle sculture di Einar Jònsson, le cui opere nere raccolgono con delicatezza e profondità tradizioni cristiane e islandesi.



Hallgrimskirkja, la chiesa più grande d'Islanda. Già dal nostro arrivo lunedì, con i suoi 74,5 metri di altezza, è stata il punto di riferimento per il nostro orientamento. La facciata ripropone in cemento armato le colonne laviche di basalto che si trovano a Reynisfjara, nell'Islanda sud-occidentale. Davanti alla Chiesa la statua di Leifur Eiriksson ci racconta la storia sconosciuta della scoperta dell'America, quattro secoli prima di Cristoforo Colombo.



- Harpa, la sala concerti. Costruita nel 2011, in mezzo ai cantieri che a breve ridisegneranno il waterfront di Reykjavik, è un simbolo della nuova crescita economica della città.



- Il National Museum of Iceland istruisce sulla storia del paese che ci ospita. E' una storia ricca ma di periferia rispetto alla storia del mondo che conosciamo noi italiani. Mi ha colpito la parte sui primi coloni e sul forte legame con questa terra così diversa dalle altre. Interessante anche la storia moderna dalla povertà al boom economico e turistico degli ultimi anni.

- La mostra "Prospettive" della Culture House penetra nella storia del popolo islandese e ne fa emergere il modo di pensare, di immaginare, di credere degli abitanti di questa terra. Si comincia al piano superiore con il rapporto tra l'uomo e la natura per continuare poi con l'idea del focolare domestico e le rappresentazioni del mondo esterno (dalle prime mappe dell'Islanda a Google Earth); poi la religione e l'anima, i mostri, l'uomo e gli animali, la storia... tutto molto interessante.

- The Volcano House. Per giorni la loro presenza ci ha accompagnato nei panorami contemplati, nelle indicazioni di alletra ad ogni bivio del sentiero e nella terra che abbiamo calpestato. Approfondire la storia, soprattutto recente, dei vulcani islandesi, però, ci ha interrogato molto sul rapporto tra l'uomo e la natura. Tre cose mi hanno impressionato: l'eruzione dl vulcano Hekla del 2000 è stata prevista solamente un'ora prima del suo verificarsi; nella notte del 23 gennaio 1973 nell'isola di Heimaey, proprio dietro al paese, improvvisamente è nato un vulcano; la reazione degli islandesi a questi fenomeni naturali distruttivi e devastanti, che si ripetono ogni quattro o cinque anni, è esemplare: si danno da fare, puliscono, ricostruiscono, seminano... Una forza della natura così imprevedibile e dirompente fa parte della vita degli islandesi, del loro modo di pensare e di intendere la vita.
A questo proposito consiglio un'articolo di V. Croft, Come visitare l'Islanda mi ha aiutato ad accettare la mia ansia, il cui titolo già dice molto su cosa possiamo imparare dall'Islanda e dai suoi vulcani.

Kolaportid Flea Market, il mercatino delle pulci di Reykjavik. Vendono di tutto: dalle cose più comuni come i libri usati o gli occhiali da sole; alle cose più tipicamente islandesi come gli oggetti fatti di pietra lavica e i tradizionali maglioni fatti a mano. In questo luogo abbiamo assaggiato il Hàkarl. lo squalo putrefatto, tipico della cucina islandese, dall'odore disgustoso e il sapore forte di ammoniaca. 

Aurora Reykiavik, il museo dell'aurora boreale in Islanda con dettagliate spiegazioni sull'origine di questo straordinario fenomeno e sul modo per osservarlo. Un invito a tornare in inverno.



- Tra i tanti chioschi di hot dog, che si trovano dovunque nella capitale, abbiamo scelto più di una volta il Baejarins Bestu, il migliore d'Islanda e, forse, addirittura del mondo. Buono ed economico. 

- Per non perdere l'abitudine abbiamo camminato lungo la Sculpture & Shore Walk, la passeggiata lungo la costa nord di Reykjavik, dal porto vecchio a ovest al porto turistico a est. Per la prima volta, dopo una settimana in Islanda, abbiamo visto il sole, che illuminava in un modo nuovo le montagne incontaminate e le isole a nord. 

venerdì 21 luglio 2017

Botnar/Emstrur - Þórsmörk (15 km)

21 luglio


Oggi ci siamo svegliati ed eravamo a pezzi: è uscita tutta la fatica di due giorni fa. Siamo stanchi. Io penso di avere la febbre: le ginocchia sono deboli e ho i brividi di freddo, anche se il tempo, tutto sommato è bello. Non piove e il vento non è forte. Al papà si è gonfiata la mano dopo la caduta di mercoledì e ha un piede dolorante. Con poca voglia ci siamo messi in cammino.

La tappa era semplice, nonostante le continue ripide salite e le discese. Ci hanno tenuto compagnia la fuliggine e la lava dell'eruzione del 2010 dell'Eyjafjallajökull; i cartelli che, dovunque, spiegavano come comportarsi in caso di eruzione improvvisa del vulcano Katla e gli scenografici canyons del fiume glaciale Forex-Emstruà. Le condizioni meteo ci ha permesso di prendere la camminata con più calma: ci siamo fermati a riposare, a raccogliere qualche pezzo di lava da portare a casa di ricordo...

Man mano che ci avvicinavamo a Þórsmörk, era sempre più chiaro che quella di oggi sarebbe stata l'ultima tappa del nostro cammino.
Abbiamo guadato l'ultimo fiume, incrociando ancora una volta i nostri amici italiani e ci siamo addentrati per gli ultimi tre chilometri, nei boschi di Þórsmörk. Ancora salite e discese: non arrivavamo più. Dall'alto il panorama offriva una vista incredibile sui vulcani Eyjafjallajökull e Katla, ricoperti dai rispettivi ghiacciai.

Finalmente alle 14.30 abbiamo raggiunto Þórsmörk. Lì ci siamo riposati e abbiamo atteso il pullman della Reykjavik Excursions, che ci avrebbe portato nella capitale. Il Laugavegur era finito.


Il primo pullman su cui siamo saliti ci ha portati, attraversando fiumi e percorrendo incredibili sterrati, fino alle cascate di Seljalandsfoss. Non so come sia riuscito ma ho dormito per tutto il viaggio. Da lì un altro bus ci ha portato a Hella. In quel parcheggio abbiamo incrociato il mezzo che andava a Landamannalaugar, gli autisti dell'altro giorno... quante ne abbiamo passate in tre giorni! L'ultimo tratto del viaggio ci ha portato finalmente a Reykjavik. Alle 21.00 abbiamo raggiunto l'albergo. Doccia e a letto. Da domani visiteremo la capitale dell'Islanda.


mercoledì 19 luglio 2017

Reykjavik - Landmannalaugar


18 luglio


Alle 13.30 eravamo alla stazione degli autobus. Il nostro sarebbe partito alle 16.00. Da Landmannalaugar arrivavano notizie di condizioni meteo pessime: vento e pioggia.

Il primo autobus era normale e ci ha portati in un'ora e cinquanta fino ad Hella; il secondo era invece un bus da sterrato vecchio e malandato, che dalle 18.30 alle 21.00 ci ha fatto vivere un'avventura dietro l'altra.

1. L'autista ha imparato a guidare il mezzo nel parcheggio di Hella, infatti, soprattutto all'inizio, che fatica a ingranare le marce!

2. Dopo il primo sterrato, la signora dell'ultimo posto si è accorta che un bagagliaio si era aperto. Ci siamo fermati per chiuderlo. Dieci minuti dopo è capitato di nuovo.

3. La porta per i passeggeri non si apriva.

4. Verso la fine del viaggio abbiamo dovuto caricare i bagagli sui sedili perché l'acqua del fiume da guadare era troppo alta. 

A Landmannalaugar, mentre il bus parcheggiava, si vedevano tende distrutte dal vento e ricoperte d'acqua. Il responsabile del rifugio ci ha subito sgridato perché era sconsigliatissimo percorrere il Laugavegur in quelle condizioni climatiche proibitive: non dovevamo essere lí. 

Con fatica e preoccupazione abbiamo montato le nostre tende sotto la pioggia battente e raffiche di vento fortissime. Speriamo che resistano e che domani il tempo sia migliore.

martedì 18 luglio 2017

L'attesa (in)finita

18 luglio


Questa mattina alle 7.30 abbiamo preso il pullman per ritornare all'aeroprto di Keflavik alla ricerca dei nostri bagagli. Nessuno ci aveva fatto sapere nulla.
Dalle 8.20 abbiamo iniziato a girare per l'aeroporto chiedendo informazioni. Al banco "bagagli smarriti" c'era il riferimento ad una mail e a un numero di telefono per contattare direttamente l'incaricato... nessuna risposta. Assistenza aeroportuale, sicurezza, polizia, ufficio oggetti smarriti, ceck-in della SAS... era impossibile contattare qualcuno.

Ci siamo arresi: siamo andati all'Icelandair a informarci su un volo per Milano... il primo è previsto per domani. Abbiamo deciso di attendere qualche ora prima dell'acquisto.

Mentre passiamo per l'ennesima volta davanti all'unico bar dell'aeroporto leggo sulla pettorina di alcune ragazze "Ace Handling", la nostra. Subito chiedo e mi faccio dare il numero di cellulare dell'operatore in servizio, lo chiamo, risponde, mi dice che arriva subito. Altra ora di attesa. 

Decidiamo di chiedere di poter entrare oltre la dogana per vedere con i nostri occhi se i bagagli fossero arrivati. "Adesso ci arrestano!", pensavo. Invece mi fanno passare.
Ed eccoli! Sul nastro trasportatore dell'aereo appena atterrato da Oslo i nostri sacchi con gli zaini!
Finalmente possiamo partire! Pullman per Reykjavik (45 minuti) e poi per Landmannalaugar (3 ore).

ore 12.30
Il pullman che ci stava portando a Reykjavik si è rotto. Riusciremo a farcela?

Milano - Reykjavik

17 luglio


Giornata all'insegna della perdita del bagaglio. 

"Ma... hanno portato i nostri bagagli in aeroporto senza di noi?"
Già stamattina, al parcheggio dell'auto vicino all'aeroporto di Malpensa, gli addetti hanno caricato i nostri zaini sul bus navetta e sono partiti senza di noi. Per fortuna siamo riusciti a far tornare indietro il pullmino a prenderci.

"All baggages on belt."
Giunti all'aeroporto di Reykjavik, l'incubo di tutti i viggiatori di non trovare il proprio bagaglio sul nastro trasportatore si è trasformato in realtà. Mancavano solo tre zaini: i nostri due e quello di una famiglia partita con noi stamattina da Malpensa. Ovviamente l'unico banco assistenza bagagli che non aveva nessun addetto era quello della SAS. Abbiamo compilato a mano su un foglio A4 bianco la denuncia di smarrimento e siamo andati in centro a Reykjavik in attesa di notizie.




Il tempo in Islanda non è bello: nuvoloni neri e bassi, vento, qualche goccia di pioggia e 11 gradi. Siamo a Reykjavik senza niente e io non ho nemmeno un paio di pantaloni lunghi. La nostra vacanza finirà qui? 


lunedì 17 luglio 2017

Laugavegur - Islanda 2017


Finalmente siamo partiti, mio padre ed io, per la settimana di trekking in Islanda. Percorreremo il Laugavegur, il sentiero più popolare in Islanda, di circa 55 km... ma vogliamo andare anche oltre: raggiungere Skogar, 29 km più a sud. Dormiremo in tenda, ci accompagneranno i paesaggi del Nord ai quale sono particolarmente affezionato e il freddo.

Ecco il progetto:
Questa notte alloggremo in un ostello a Reykjavik, prima di raggiungere, nel pomeriggio di domani, Landmannalaugar, il punto di partenza del nostro cammino. Ci accamperemo per la prima notte in tenda e un bagno nella sorgente calda; mercoledì mattina muoveremo i primi passi. Tenteremo di arrivare ad Álftavatn, a 24 km dalla partenza. Tutte le guide consigliano di fare questo tratto in due volte ma dobbiamo recuperare un giorno, quindi... tappa doppia!
Cammineremo fino a Pórsmörk, l'unico paese raggiunto da una strada lungo il percorso, e, forze pemettendo, domenica dovremmo raggiungere Skogar. Sarà una lotta contro il tempo: lunedì mattina, alle 7.30, abbiamo l'aereo da Reykjavik a Copenhagen.