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martedì 27 agosto 2013

Melide - Arzúa


27 agosto

Il pienone che c'era sul cammino nella settimana di Ferragosto sembra essersi esaurito, così questa mattina siamo partito un po' più tardi. La tappa era comunque breve, 14 chilometri.
Ci siamo fermati a fare la seconda colazione a Ribadiso, e abbiamo immerso per qualche secondo i piedi nelle acque ghiacciate del Rio Iso. Passare per il rifugio che mi aveva ospitato qualche giorno fa, vedere che stavano pulendo per altre persone e sapere che i pellegrini che avevano alloggiato lí con me sono tutti tornati a casa propria, mi ha messo addosso un po' di malinconia. 

Abbiamo percorso gli ultimi 3 chilometri coccolati dal sole caldo e abbiamo atteso dalle 11.30 davanti all'albergue. Mi hanno dato lo stesso letto in cui avevo dormito l'anno scorso: dormitorio A cama 2.

Ci sono due versetti delle Lodi di oggi che raccolgono i pensieri della giornata:

1. "Ora contemplate ciò che ha operato con voi e ringraziatelo con tutta la voce;
benedite il Signore della giustizia ed esaltate il re dei secoli."
Il sentimento che prevale è quello della gratitudine nei confronti del Signore per le cose sperimentate (la bellezza della natura, la pace del cammino, l'amicizia e la solitudine, l'accoglienza e la generisità delle persone...), per ció che ho imparato e per le intuizioni spirituali. 

2. "Il re non si salva per un forte esercito né il prode per il suo grande vigore.
Il cavallo non giova per la vittoria, con tutta la sua forza non potrà salvare."
Mai come ora mi rendo conto che l'esperienza vissuta e i chilometri percorsi non sono stati frutto della mia forza o del mio allenamento ma dell'accompagnanento e della guida provvidente del Signore. Spero di ricordarmelo quando a casa avró la tentazione di programmare tutto confidando solo in me stesso, nei miei pensieri e nelle mie forze. 

lunedì 12 agosto 2013

Ribadiso - O Pedrouzo

12 agosto

Tappa breve (20km) e veloce. Non c'è più tempo per fermarsi a guardare il paesaggio e i paesini internedi, troppo uguali a quelli dei giorni scorsi. L'obiettivo, in questa giornata di passaggio, è stato quello di dimezzare la distanza per Santiago... attendendo la giornata di domani. Ho fatto solo due pause veloci e poi, testa bassa, a macinare chilometri. I paesi rimanevano indietro uno dopo l'altro: Arzua, As Barrosas, Preguntono, A Peroxa, Tabena Vella, Calzada, Calle, Boavista, Salceda, O Xen, Ras, Rabina, O Empalme, Santa Irene, A Rúa e, finalmente, O Pedrouzo. Il cielo coperto mi ha tenuto compagnia insieme alla meta, presente in ogni momento nei miei pensieri. 

Ormai in pochi riescono a camminare bene: tendiniti, problemi alle ginocchia, vesciche... eppure si nota in tutti la trepidante e gioiosa attesa dell'arrivo.

Quando sono giunto a O Pedrouzo non era ancora mezzogiorno, ma davanti al rifugio (che ospita 120 persone) c'erano già un centinaio di zaini. L'attesa è stata massacrante: prima che aprisse l'albergue seduto sul ciglio della N-547; poi in piedi, con lo zaino in spalla e le scarpe in mano, mentre la coda si accorciava, sperando di poter entrare. Sono stato il numero 112. Al pelo!

Ho trascorso il pomeriggio dedicato alla preparandomi. Sono vicino a Lavacolla, dove gli antichi pellegrini si purificavano, lavandosi nel fiume, per presentarsi degnamente davanti alla tomba dell'apostolo. Qui a Pedrouzo mi sono confessato e ho partecipato alla messa in italiano con un gruppo di Milano e i pellegrini incontrati in questi ultimi giorni. Che bello, dopo più di un mese, ascoltare una messa in italiano! Al termine della celebrazione la benedizione del pellegrino, l'ultima. 

Più passa il tempo più l'adrenalina sale e comincia a sentirsi aria di festa!
Domani sveglia alle 5.00 per poter partecipare alla messa di mezzogiorno in Cattedrale a Santiago. 
Stiamo arrivando! 
Ultreya!

Palas de Rei - Ribadiso



11 agosto

"Deja que el corazon lleve cuando las piernas no puedan." Effettivamente Santiago attira i passi, il cuore e i pensieri. Sono vicinissimo: 40 km. Dopodomani sono alla meta. E rendersene conto, dopo più di un mese dalla partenza, è un turbinio di emozioni. Il desiderio di arrivare; la consapevolezza che fra due giorni non saró più sul cammino con quelle consuetudini, quei ritmi, quegli incontri ormai tanto familiari; il pensiero al dopo; il ricordo di quello che è stato...

Nell'ostello questa notte eravamo solo in cinque. Sono stato il primo a svegliarmi e, di conseguenza, ho svegliato tutti gli altri. 
Oggi il sole già alle 9.30 faceva capolino tra la nebbia. Ho camminato piacevolmente e con faliciltá per i primi 15 chilometri, fino a Melide, in mezzo ai profumati boschi di eucalipto. Camminando su sentieri larghi, circondati da alberi altissimi, noi pellegrini sembravamo minuscoli e insignificanti. 
Pensavo di passare Melide velocemente, invece mi sono fermato in un bar, ho resistito ai richiami delle pulperie, sono passato in chiesa, ho attraversato il mercato... alla fine mi sono immerso di nuovo nei boschi tra le colline della Galizia.

La ripartenza da Melide è stata impegnativa: la gamba si era gonfiata e faceva male. Sono andato avanti per altri 10 chilometri, lentamente e zoppicando. Ho gustato il passaggio per i paesini ben curati come quello di Boente, ho sudato salendo sotto il sole fino a Castaneda e ho sofferto scendendo l'ultima discesa su asfalto prima di Ribadiso. Ognuno si ingegnava come poteva per sopportare il caldo: chi si fermava all'ombra di ogni albero, chi camminava con l'ombrello aperto...
Era impressionante sentire i ciclisti che oggi avrebbero fatto tappa a Santiago.

Ero convinto di non riuscire a trovare posto a Ribadiso. Sono arrivato alle 13.30. Volevo mettere i piedi nell'acqua frasca del fiume ma credevo di dover ripartire per Arzúa (altri 3km). Invece l'albergue non era ancora completo.

Sono stato fortunato: quello in cui mi trovo è un ostello in cui non sono mai stato, e quindi non abitato dai ricordi del cammini passati. A pochi chilometri da Santiago preferisco concentrarmi sul prllegrinaggio che sto vivendo.
Inoltre la guida definiva questo luogo "uno dei più belli di tutto il Cammino". Infatti il rifugio è situato in un gruppo di case in pietra che risalgono al XV secolo, con il fiume che scorre accanto. Che sollievo poter immergere la gamba nell'acqua fredda del rio!