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giovedì 22 agosto 2013

Viana do Castelo - Marinha

22 agosto

Altra giornata sull'Oceano: 25 km!
Sono stato il primo a uscire dall'albergue alle 8.15, ho attraversato il rio Lima, ho raggiunto la spiaggia, ho tolto le scarpe e ho proseguito sul bagnasciuga fino ad Amorosa (7km). Bellissimo camminare sulla sabbia bagnata della bassa marea, con l'Oceano a destra, le Dune a sinistra e i riflessi di luce che illuminavano tutto in modo indescrivibile!
Rimettere le scarpe è stata un'impresa faticosa: ho sciacquato i piedi con acqua dolce, ho aspettato che asciugassero, ho tolto accuratamente ogni granello di sabbia o di sale rimasto... ma non è bastato. Mi sono venute ugualmente le vesciche su tre dita dei piedi. 

Dopo Amorosa ho lasciato il mare e mi sono perso nel paese di Castelo de Neiva. Anche chiedendo indicazioni non riuscivo ad orientarmi, così, tenendo la spiaggia dietro di me, sono andato dritto verso Est fino a incontrare la strada statale.
Da lì, dopo aver capito dove ero finito, sono ridisceso lungo il mare. I sentieri mi facevo passare dalla spiaggia fatta di grossi ciottoli rotondi, per le Dune e per i campi coltivati. Salire sulle Dune era complicato: appoggiavo il piede più su e la sabbia scivolava in giù. Scendere era molto più facile. Devo ringraziare la particolare vegetazione del parco naturale di Viana per avermi graffiato le gambe e per avermi provocato un'eritema. 

Alle 16.00 sono arrivato insieme a un ragazzo di Barcellona all'albergue della Croce Rossa. Sono arrivati anche due irlandesi e ora stiamo aspettando un altro italiano che è rimasto indietro.

Mancano solo due giorni per arrivare a Porto, poi anche questa avventura sul cammino portoghese finirà. I lunghi giorni di marcia solitaria hanno fatto emergere in me alcuni ricordi significativi del cammino verso Santiago; il cercare con fatica la strada giusta mi ha insegnato molto sul modo di affrontare le difficoltà della vita; l'Oceano visto al mattino, al pomeriggio e alla sera, con sole e con il cielo coperto, mi ha aiutato di più a scoprire chi sono. Ancora due giorni da sfruttare, due giorni per farmi dire ancora qualcosa da questo cammino.

Caminha - Viana do Castelo

21 agosto

Per abituarmi al nuovo fuso orario mi sono svegliato alle 8.00, ho fatto colazione con Pedro e mi sono messo in marcia alla volta di Viana do Castelo.
Ho allungato un po' l'inizio perchè volevo vedere l'estuario del Minho: ho costeggiato, sulla spiaggia, la sponda portoghese fino all'Oceano. Come è complicato camminare sulla sabbia, ancora di più con il forte vento di questa mattina che mi ha accompagnato poi per tutta la giornata ma vedere la Galizia dall'altra parte, il fiume che incontrava l'Oceano, la fortezza sull'isola tra Spagna e Portogallo valeva tutto lo sforzo.
Ho scelto di percorrere il Cammino del litorale, quindi non mi sono mai staccato molto dal mare. 

È interessante notare che in alcuni momenti la strada è facile e si riescono a fare, in poco tempo, molti chilometri; altre volte, come è capitato oggi ad A Gelfa, si rimane per ore nello stesso posto cercando di trovare il percorso giusto. Quando sembrava di aver trovato la via che portasse avanti, poco dopo mi riportava indietro o si rivelava un vicolo cieco. E allora, con molta pazienza, anche se il rischio di innervosirsi era alto, dovevo tornare al punto di partenza e provarne un'altra e poi un'altra e poi un'altra ancora. 
Nel pomeriggio il cielo si è coperto. Il mare è diventato di color verde grigio e invitava all'introspezione. 

Sono arrivato a Viana alle 17.00. Pedro mi aveva detto che in una chiesa ospitavano i pellegrini... ma qui ci sono almeno quattro chiese. Le ho fatte passare una per una, chiedendo ospitalità ma ricevendo risposte negative e indicazioni in portoghese, che io non capivo minimamente. Quando ormai ero convinto di dover passare la notte alla Pousada de Joventude, sono riuscito a trovarlo: l'abergue Sao Joao da Cruz presso il Convento do Carme. 
Siamo in sei pellegrinii, io sono l'unico italiano e l'unico uomo. Anche oggi, come ieri, i letti non hanno i cuscini. Sarà un'usanza portoghese.

Dopo tre giorni sul cammino della Costa mi accorgo che è molto diverso da quello francese. Innanzitutto è un cammino molto solitario: è poco frequentato e il poco tempo non favorisce troppo le relazioni con gli altri pellegrini in albergue. Il fatto che si cammina proprio tutto il giorno dà la possibiltà di fermarsi con più calma, durante la giornata, a vedere un monumento, a contemplare l'oceano o, volendo, a fare il bagno, ma non permette di visitare le città nelle quali si fa tappa, anche se meriterebbero davvero tanto.

I miei indumenti, dopo quasi due mesi, cominciano a lasciarsi andare per l'usura: mi sono rimaste solo due paia di calze (tra l'altro spaiate) che posso indossare. Per ora sono sufficienti.