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giovedì 25 luglio 2013

Puente Fitero - Carrìon de los Condes

25 luglio

Ieri sera abbiamo avuto la notizia dell'incidente tutti più o meno contemporaneamente. Da casa volevano assicurarsi che non fossimo su quel treno. 5 morti dicevano, poi 10, poi 15. Ho sentito subito gli amici che dovevano arrivare a Santiago con i mezzi: nemmeno loro erano su quel treno. A Santiago la festa era stata annullata e nell'albergue siamo andati a dormire senza parole, anche perchè le notizie continuavano ad arrivare frammentate e discordanti. 40 morti.
Stamattina l'argomento di conversazione era lo stesso. 65 morti. E sul cammino tutti chiedevamo, ci scambiavamo informazioni, cercavamo di capire. Quando sono arrivato a Fromista (15km), i morti erano già saliti a 77 e al primo bar con la Wi-Fi, dopo aver visto le immagini della tragedia, in tanti abbiamo chiamato casa per rassicurare. 

La tappa di oggi è stata impegnativa. Ho camminato da solo, anche se ad ogni sosta c'era qualcuno con cui fermarmi e chiacchierare. Sono partito da Puente Fitero con la benedizione degli hospitaleros. Non avevo programmato dove sarei arrivato: sapevo che a 8 chilometri c'era Boadilla e a 15 Fromista. Anche questa mattina ho visto l'alba e la strada in mezzo alle mesetas, senza sole cocente, era semplice. 
A Fromista sono arrivato alle 9.30, ho studiato la mappa e sono ripartito. Il sentiero fiancheggiava la strada P980, che portava, dritta e piatta, tra le distese di campi senza un albero, a Carrìon de los Condes. Qui il sole ha cominciato a battere forte e le gambe cominciavano ad accusare la fatica dei chilometri fatti. Alle 12.30 mi sono fermato per uno spuntino a Villarmentero de Camos (24km): un paese fatto da un bar e da una chiesa. Li ho visitati entrambi.
Sono ripartito. A Villalcázar de Sirga (29km) ero esausto, mi facevano male la testa e le gambe, mi sentivo bruciare la faccia. Volevo fermarmi, c'era anche una Chiesa bellissima... ma la per visitarla bisognava pagare 1 euro, la guida diceva  che i prezzi per mangiare erano alti, il rifugio municipale apriva alle 15.00 e un sacco di persone che conosco erano andate avanti. E così ho proseguito anche io.
Carrión de los Condes (35km) non arrivava più. Le gambe doloranti andavano da sole, l'acqua nella borracvia era finita, sul cammino non c'era nessuno, i chilometri sembravano allungarsi a dismisura.  
Un passo dopo l'altro sono arrivato in centro, stravolto. Le voci erano che in mattinata erano arrivati 50 scout e avevano occupato tutti gli ostelli. Per le strade c'erano pellegrini disperati. 
La fortuna ha voluto che, girando per le vie laterali, trovassi una scritta sul muro "Albergue". con una freccia. Era l'Albergue Espíritu Santo, tenuto dalle vincenziane. Ho suonato, mi hanno accolto e, dopo la doccia e il bucato, ho fatto una dormita solenne. 

ore 22.30
Sono stato a messa nella chiesa di Santa Maria. È la festa di Santiago, patrono di Spagna, e la celebrazione è stata curata bene: erano presenti cinque preti, le suore cantavano e suonavano, le preghiere dei fedeli sono state lette in tutte le lingue...
Prima c'è stata la benedizione eucaristica e il parroco è passato con il Santissimo, panca per panca, a benedire personalmente ciascuno.
È stato bello vedere in chiesa tanti volti conosciuti: la signora romana, Marcello, Valentina, il francese, il brasilero, Nello, la ragazza che parla francese che mi saluta sempre, Olivier, lo spagnolo incontrato oggi...
Al termine della messa tutti i pellegrini sono stati chiamati davanti all'altare per la benedizione. Il prete ha imposto le mani sulla testa di ciascuno in un momento di preghiera intenso e significativo. Le suore invece hanno regalato a tutti, come segno e augurio per il cammino, una stella di carta.

San Bol - Puente Fitero


24 luglio

"Una leggenda lungo il cammino di Santiago narra che quando un pellegrino non riesce a raggiungere la meta e muore durante il viaggio, si reincarna sotto forma di insetto e, attaccandosi allo zaino o ai vestiti di un altro pellegrino, viaggia con lui verso Compostela per conlcudere il Cammino. Negli ultimi anni pare che tali insetti siano le chinches."
È ufficiale: qualche chinches ha deciso di viaggiare con me. Questa mattina mi sono sveglato con altre punture di insetto piuttosto dolorose: una sul ginocchio e tre sulla coscia. Ma non sono riuscite a fermarmi.

Alle 6.00 ero già partito, di nuovo in mezzo alle mesetas. Davanti a me la luna piena, dietro di me l'alba che mi rincorreva, nelle orecchie i suoni della notte, sulle labbra e nel cuore la preghiera: "La condurró nel deserto e parleró al suo cuore". 
La parte più bella della tappa di oggi è stata proprio questa. Non ho incontrato nessuno fino a Hontanas (5km), ho scattato 1000 foto, che peró non riescono neanche lontanamente far immaginare lo spettacolo contemplato e le emozioni provate. 

Dopo aver passato i ruderi del convento di San Antón (10km) e il caratteristico paese Castrojeriz (14km), mi sono inerpicato sull'alto de Mostelares (17,5km) La vista dall'alto è valsa tutta la fatica per arrivarci: dietro si vedevano le pianure percorse e davanti le mesetas ancora da attraversare. Uno spettacolo che mozzava il poco fiato rimasto. 
Durante gli ultimi chilometri, nonostante il vento, il caldo ha cominciato a diventare pesante: era quasi mezzogiorno. Finalmente sono arrivato al Rifugio nell'Ermita di San Nicolàs, dove trascorreró la notte. 

Il rifugio è gestiro dalla Confraternita italiana di san Jacopo, ha 8 posti letto e la corrente elettrica è presente solo nella costruzione separata dove ci sono i bagni e la doccia.
Benchè al mio arrivo l'albergue fosse ancorsa chiuso (apriva alle 15.00), Caudio e Paola mi hanno accolto benissimo: hanno imparato il mio nome, mi hanno dato delle preziose indicazioni per le chinchas e infine mi hanno invitato a pranzare con loro. Abbiamo mangiato pane, prosciutto, formaggio e patatine. 

Alle 19.30 i due hospitaleros ci hanno lavato i piedi e ci siamo messi a cena. Alcuni pellegrini erano ieri a San Bol, altri li avevo già conosciuti, altri erano nuovi. Durante la cena sono arrivati due ragazzi americani che arrivavano direttamente da Burgos (50km) e sono stati accolti con la lavanda dei piedi e la cena: non si potevano mandare via!

Adesso sono le 22:00 e il sole è quasi tramontato. Sono state accese le candele e hanno messo la musica gregoriana che fra poco ci cullerà nel sonno in questa antica chiesa.