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lunedì 29 luglio 2013

El Burgo Ranero - León


28 luglio

Chi se l'aspettava! Sono a León! 
Oggi! 
37 chilometri e non sentirli! 
Beh, quasi... qualche vescica, mal di gambe... solite cose, insomma.

Ormai è iniziata la quarta settimana del mio viaggio e mancano solo 308 chilometri a Santiago. 

Alle 6.15 era buio e tirava vento, faceva freddissimo. Per i primi 13km, fino al primo paese, il sentiero costeggiava la strada, attraversando la meseta, con gli alberelli piantati sulla sinistra. Non ho incontrato quasi nessuno per tre ore. Ho pensato tanto. Le mesetas, giorno dopo giorno, mi hanno scavato dentro, sempre più in profondità e anche oggi non sono state da meno. 
Quando ormai non ce la favevo più, è comparso Reliegos, dove ho fatto colazione. Anche se erano le 9.30 sono ripartito con la felpa perchè il cielo si era quasi completamente coperto di grossi nuvoloni neri e continuava a esserci vento.
A Mansilla de las Mulas (19km) mi sono fermato in chiesa a pregare. Ero indeciso se rimanere per la notte: la messa era alle 12.30 e in paese stavano preparnando la festa medievale... ma era ancora presto e in fondo non ero stanco. Proseguire significava arrivare a León, altri 17 chilometri. Ho proseguito.

Da questo momento il paesaggio è cambiato: sono comparse le prime colline, i paesini si susseguivano con una frequenza di soli 3/4 chilometri. Con il cuore più leggero ho passato Villamoros, Puente Villarente, Arcahueja e Valdefuente. Il cammino si è affiancato alla trafficata statale ed è iniziata la periferia di León. Finalmente un po' di civiltà: grandi capannoni industriali, cartelloni pubblicitari... mi mancavano.
Dall'Alto del Portillo ho intravisto la città. Non sapevo se era León, non volevo illudermi... fino a quando, dopo un cavalcavia, ho scorto in lontananza la cattedrale. Ero quasi arrivato!

Sono entrato a León alle 15.00. Dopo poco ho passato le antiche mura e sono arrivato al monastero benedettino di Santa Maria de Carbajal, che già mi aveva ospitato lo scorso anno con lo zio Riccardo. In questo luogo il cammino si collega a quello del 2012. Quanti ricordi! Quante emozioni! Quante cose sono cambiate!

È stato straordinario entrare per la prima volta nella cattedrale di León, per la messa delle 18.00, e iniziare a salutare i presenti: quasi tutti pellegrini che non vedevo da qualche giorno, da una settimana o più. Non c'é niente di più bello che condividere la messa della domenica con le persone con cui sto passando le giornate e che stanno vivendo la mia stessa esperienza!

Alle 21:30 suor Anna ci ha accompagnato all'interno del monastero per la preghiera di Compieta e la Benedizione del pellegrino. 
Ho conosciuto altri italiani che partono da qui. Ormai mi considerano un veterano del cammino: mi chiedono consigli sulle tappe, sulle vesciche, su come fare lo zaino... addirittura mi chiedono se l'acqua è potabile. 



sabato 27 luglio 2013

Terradillos de los Templarios - El Burgo Ranero

27 luglio

Quando sono partito era buio. Avevo un po' di paura nel lasciare il caldo paesino illuminato per inoltrarmi nelle nere e fredde mesetas.

Mi sono perso quasi subito insieme a un signore spagnolo. Al bivio non abbiamo visto nessuna freccia gialla, ci siamo consultati e abbiamo deciso di andare a destra. Direzione errata! Ci si sente davvero smarriti quando non si trovano frecce gialle ad indicare la strada. Anche ragionando e facendo supposizioni si ha il 50% delle probabilità di imboccare il sentiero sbagliato perchè non è una questione di logica ma di fiducia, come è per le cose più importanti della vita. E tante volte, come è capitato questa mattina, per riprendere con decisione il cammino, basta che qualcuno veda quello che tu non hai visto e ti indichi dove andare.  

Per i primi 2,5 chilometri il temporale ci ha girato intorno: si vedevano lampi, si sentivano tuoni, le nubi si oscuravano sempre più vicine... finchè a Moratinos ha iniziato a piovere. Tutta la prima parte della tappa, fino a Saghùn (13km) è stata sotto l'acqua. Faceva freddo.
Dopo la calda colazione sono ripartito per El Burgo Ranero. Aveva smesso di piovere e c'era un vento freddo. Con lo zaino non è facile camminare dritti con il vento che spinge da una parte e dall'altra.

Merita un ricordo particolare chi ha pensato di piantare un albero ogni 10 metri per 18 km (da Sahgùn a El Burgo Ranero) sul lato sinistro del sentiero per fare ombra al pellegrino affaticato. Peccato che il sole è a destra e gli alberi fanno ombra ai campi.

A Bercianos del Real Camino (24km) il sole cominciava a fare capolino tra le nubi e, quando appariva, si sentiva, nonostante il vento. 
Durante gli ultimi 8 chilometri sono stato impegnato nel sorpasso del gruppo di 50 scout. Sono chiassosi, urlano, cantano, fanno i bans, occupano tutta la strada, stanno sempre tra di loro senza nemmeno salutare... 
Arrivato alle 13.30 a El Burgo Ranero (31km) mi sono diretto subito all'Albergue municipal e ho preso posto per il meritato riposo. È un piccolo rifugio molto accogliente, costruito con la tecnica pisè (le mura sono fatte con un composto di argilla, sassi e paglia), come gli edifici di tutti questi paesini rurali. 

Ormai mi sto avvicinando a León: dovrei arrivarci domani o lunedì. Mentre camminavo pensavo a come portare avanti il mio pellegrinaggio. Le ipotesi sono tante: potrei fermarmi a León un paio di giorni, una settimana nel monastero di Rabanal del Camino e arrivare con comodo a Santiago; potrei invece arrivare a Santiago e proseguire sino a Finisterre; oppure scendere in Portogallo e tentare di raggiungere Fatima (altri 400 km). Ognuna di queste possibilità risponde ad alcuni desideri e ne disattende altri. Ho ancora almeno un giorno per pensarci. 

ore 20.00 Tentativi di comunicazione in inglese con una francese. 

venerdì 26 luglio 2013

Carrìon de los Condes - Terradillos de los Templarios

La tappa di oggi era abbastanza breve (26km) ma di dura e cruda meseta. Sapere che il primo centro abitato che avrei incontrato si trovava solo a 17 km da Carrìon e che le fonti d'acqua lungo il percorso erano contaminate, non era certo consolante.
Sono partito alle 6.15 sapendo che fino alle 10.00 non avrei incontrato nulla e così è stato. Il paesaggio era tutto uguale e monotono, difficile da reggere. Per fortuna il cielo era coperto. Dopo aver gustato la durezza della solitudine per i primi 7/8 chilometri, la strada mi ha portato ad accostarmi ad altri pellegrini per parlare e far passare il tempo e i chilometri. Sono state ore di confidenze insaspettate. 
Quando ormai non ci speravamo più, è apparso il paesino Calzada de la Cueza e siamo arrivati. Ci siamo fermati al bar e poi sono ripartito per gli ultimi 9km. Quest'ultimo tratto era sotto il sole di mezzogiorno: ormai le nuvole avevano lasciato il posto al cielo sereno. In un paio d'ore ho raggiunto Lèdigos e subito dopo Terradillos de los Templarios.
Anche questo è un paesino piccolo e i due albergue soni privati. Ho scelto di alloggiare all'Albergue Jacques de Molay.

Questi sono giorni che mettono alla prova, sia fisicamente ma soprattutto mentalmente. Mi stanno insegnando ad avere pazienza; a non aver paura della fatica; a non aver paura del tempo che occorre per arrivare alla meta, anche quando sembra non passare mai; a stare con me stesso; a vedere gli altri come fratelli, che pur nella diversità sono più simili a me di quanto pensassi...

ore 22.30
Questa sera al ristorante ho mangiato con Nicoletta, Luciana, due signore olandesi e una ragazza americana. Dopo cena siamo andati a trovare gli altri. 

giovedì 25 luglio 2013

San Bol - Puente Fitero


24 luglio

"Una leggenda lungo il cammino di Santiago narra che quando un pellegrino non riesce a raggiungere la meta e muore durante il viaggio, si reincarna sotto forma di insetto e, attaccandosi allo zaino o ai vestiti di un altro pellegrino, viaggia con lui verso Compostela per conlcudere il Cammino. Negli ultimi anni pare che tali insetti siano le chinches."
È ufficiale: qualche chinches ha deciso di viaggiare con me. Questa mattina mi sono sveglato con altre punture di insetto piuttosto dolorose: una sul ginocchio e tre sulla coscia. Ma non sono riuscite a fermarmi.

Alle 6.00 ero già partito, di nuovo in mezzo alle mesetas. Davanti a me la luna piena, dietro di me l'alba che mi rincorreva, nelle orecchie i suoni della notte, sulle labbra e nel cuore la preghiera: "La condurró nel deserto e parleró al suo cuore". 
La parte più bella della tappa di oggi è stata proprio questa. Non ho incontrato nessuno fino a Hontanas (5km), ho scattato 1000 foto, che peró non riescono neanche lontanamente far immaginare lo spettacolo contemplato e le emozioni provate. 

Dopo aver passato i ruderi del convento di San Antón (10km) e il caratteristico paese Castrojeriz (14km), mi sono inerpicato sull'alto de Mostelares (17,5km) La vista dall'alto è valsa tutta la fatica per arrivarci: dietro si vedevano le pianure percorse e davanti le mesetas ancora da attraversare. Uno spettacolo che mozzava il poco fiato rimasto. 
Durante gli ultimi chilometri, nonostante il vento, il caldo ha cominciato a diventare pesante: era quasi mezzogiorno. Finalmente sono arrivato al Rifugio nell'Ermita di San Nicolàs, dove trascorreró la notte. 

Il rifugio è gestiro dalla Confraternita italiana di san Jacopo, ha 8 posti letto e la corrente elettrica è presente solo nella costruzione separata dove ci sono i bagni e la doccia.
Benchè al mio arrivo l'albergue fosse ancorsa chiuso (apriva alle 15.00), Caudio e Paola mi hanno accolto benissimo: hanno imparato il mio nome, mi hanno dato delle preziose indicazioni per le chinchas e infine mi hanno invitato a pranzare con loro. Abbiamo mangiato pane, prosciutto, formaggio e patatine. 

Alle 19.30 i due hospitaleros ci hanno lavato i piedi e ci siamo messi a cena. Alcuni pellegrini erano ieri a San Bol, altri li avevo già conosciuti, altri erano nuovi. Durante la cena sono arrivati due ragazzi americani che arrivavano direttamente da Burgos (50km) e sono stati accolti con la lavanda dei piedi e la cena: non si potevano mandare via!

Adesso sono le 22:00 e il sole è quasi tramontato. Sono state accese le candele e hanno messo la musica gregoriana che fra poco ci cullerà nel sonno in questa antica chiesa.