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Visualizzazione post con etichetta Burgos. Mostra tutti i post
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mercoledì 24 luglio 2013

Burgos - San Bol

23 luglio

Questa mattina non avevo voglia di svegliarmi. La sveglia è suonata alle 5.30 ma mi sono alzato dal letto alle 5.50. Alle 6.15, dopo aver salutato tutti, sono partito con Nicoletta. Ero un po' preoccupato perchè non sapevo cosa avrebbe fatto la mia gamba, dispiaciuto per aver lasciato l'italian team ma eccitato perchè iniziavano le mesetas: gli affascinanti, misteriosi e temuti altipiani.

Per i primi 10 chilometri, fino a Tardajos, siamo usciti da Burgos, passando per la sua periferia e incrociando più volte l'autostrada. Il sentiero era fangoso e pieno di pozze per la pioggia della notte; il cielo non prometteva nulla di buono ma è scesa solo qualche goccia d'acqua. Il cammino era trafficato: tante persone nuove e altre già conosciute in tappe precedenti. 
Oltre alle solite formiche, zanzare e lumache, vicino al fiume Arlanzón, ho trovato anche dei gamberoni.

Dopo colazione ho proseguito da solo. Il cielo è diventato sereno, il sole ha inziato a scaldare. Ho passato Rabé de las Calzadas e, finalmente, sono salito alla prima meseta. Il paesaggio era qualcosa di magnifico: campi di grano a destra e a sinistra a perdita d'occhio; il cielo azzurro con diversi tipi di nubi bianche che sembrava abbracciare la terra... Davanti a me non c'era nessuno, dietro nessuno. Non si sentiva nessun suono se non quelli della natura, quello dei miei piedi sullo sterrato e quello del bastone che colpiva il suolo. Meraviglioso! Su un palo c'era la scritta: "Find yourself", e non ho potuto fare altrimenti. 
Dopo 8 chilometri ero così contento, in pace e soddisfatto, che a Hornillos del Camino mi sono fermato solo a riempire la borraccia. Ho proseguito subito sull'altra meseta. 

Mentre camminavo non ho avuto particolari problemi nè dolori. Il cielo un po' coperto e il vento non mi hanno fatto patire il caldo. All'arrivo ho dato il benvenuto alla prima vescica e ho medicato una puntura di insetto che mi ha fatto gonfiare la gamba. 

Ho camminato 26/27 chilometri e mi sono fermato all'Albergue di San Bol, una piccola struttura con 12 posti letto sperduto in mezzo alla meseta. Circondato da un pioppeto, da lontano sembra di vedere un'oasi in mezzo al deserto. Fino a qualche anno fa in questo rifugio non c'era nemmeno il bagno nè l'elettricità, Invece ora è un piccolo gioiello. È vero: è piccolo, c'è un bagno solo con una doccia, per lavare i panni bisogna andare alla fonte che sgorga in mezzo al pioppeto, c'è un generatore di corrente che funziona solo un'oretta durante la cena, il telefono non prende... ma è bellissimo ed è un'oasi di pace. Tra gli ospiti, in 8 siamo italiani. 
Enrique, l'hospitalero, per tutto il pomeriggio ha cucinato per la cena un'ottima paella. Abbiamo mangiato a sazietà attorno a un tavola rotonda e poi ci siamo messi fuori a parlare, pulire le scarpe, curare i piedi, leggere, pianificare la giornata di domani.
Adesso sono le 21.00, c'è il sole e siamo già tutti pronti per dormire.


lunedì 22 luglio 2013

Burgos

22 luglio

Quella di oggi è stata una giornata strana: una giornata di pausa, non ho camminato.

Avevo puntato la sveglia alle 7.30 ma già dalle 6.00 non sono riuscito più a dormire, grazie ai rumori dei preparativi di chi partiva. Quando è suonata la sveglia eravamo rimasti nella camerata solo in due. L'alberguera è venuta a farci fretta perchè alle 8.00 doveva chiudere.

Siamo usciti dall'Albergue Municipal per andare all'Albergue Divina Pastora, dove ci siamo registrati per la notte e abbiamo depositato gli zaini. Abbiamo fatto un tentativo di visita della città ma ci siamo ritrovati sdraiati sulle panchine della piazza della Cattedrale:  tentativo fallito.
Abbiamo vagato per Burgos senza sapere cosa fare: ci siamo fermati a mangiare qualcosa e poi siamo tornati nell'ostello, siamo usciti ancora e siamo rientrati... tutto il giorno così. Volevo anche andare al centro de salud per farmi vedere le gambe ma non ho fatto neanche questo. Quanto è difficile passare dalla vita da pellegrini a quella da turisti!

La giornata di oggi, peró non è stata inutile.
Innanzitutto mi sono riposato: i muscoli si sono rilassati, non sono arrivato a mezzogiorno stravolto, stanco e senza la voglia di far nulla. Ho potuto quindi, con più tranquillità, riflettere e fare il punto della situazione dopo due settimane e 290 chilometri di cammino. 

Oggi è stata anche la giornata dei saluti: ho salutato Rosa, Annalisa e Fran. Ci conosciamo da una settimana ma è come se ci conoscessimo da sempre. Mi dispiace continuare senza di loro, mi hanno dato tanto e mi hanno aiutato a entrare in me stesso. Mi mancheranno.

Eppure ho voglia di ripartire. Ancora una volta dovró ricomiciare da capo, affidandomi al Signore e al Cammino, che ancora, sicuramente, hanno in serbo qualcosa e qualcuno da incontrare. 


San Juan de Ortega - Burgos


21 luglio

Questa notte nella camerata uno russava come un trattore e una signora faceva tutti i versi per farlo smettere. Quando mi sono svegliato non riscivo più a riaddormentarmi. 

Non ho capito quanti chilometri abbiamo fatto oggi: chi dice 27, chi 23. C'erano diverse alternative: noi siamo passati da Agés, Atapuerca, Cardeñuela Riopico, Orbaneja, Villafría e Burgos. 
Molto bella la Sierra de Atapuerca (1060m), con una croce in cima, dalla quale si apre allo sguardo l'immemsa pianura di Burgos. Faticosa invece la strada asfaltata che porta a Burgos passando dalla periferia. Prima di arrivare in centro ha cominciato a farmi male una gamba. Gli ultimi chilometri sono stati dolorosi. 

Alloggiamo nell'Albergue municipale: 140 posti letto su 6 piani. Noi siamo al quinto. Meno male che c'è l'ascensore! Ho deciso di fermarmi in città anche domani.

Nell'ostello ho incontrato alcune persone che avevo incontrato i primi giorni di pellegrinaggio: ci siamo salutati come vecchi amici e ci siamo raccontati come è continuato il cammino.
Per alcuni pellegrini è già il momento di tornare a casa e Burgos rappresenta l'ultima tappa. Ci si saluta, si scambiano gli indirizzi, si fa festa con un po' di malinconia, perchè il cammino è fatto anche dalle persone che si incontrano e con le quali si condivide tutto.
Anche per Annalisa, Rosa e Fran questo è l'ultimo giorno e mi dispiace. 

Nonostante mi sia riposato, quando cammino, continua a farmi male la gamba destra e zoppico un po'. Speriamo che un giorno fermo mi aiuti a recuperare.