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Visualizzazione post con etichetta San Juan de Ortega. Mostra tutti i post
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lunedì 22 luglio 2013

San Juan de Ortega - Burgos


21 luglio

Questa notte nella camerata uno russava come un trattore e una signora faceva tutti i versi per farlo smettere. Quando mi sono svegliato non riscivo più a riaddormentarmi. 

Non ho capito quanti chilometri abbiamo fatto oggi: chi dice 27, chi 23. C'erano diverse alternative: noi siamo passati da Agés, Atapuerca, Cardeñuela Riopico, Orbaneja, Villafría e Burgos. 
Molto bella la Sierra de Atapuerca (1060m), con una croce in cima, dalla quale si apre allo sguardo l'immemsa pianura di Burgos. Faticosa invece la strada asfaltata che porta a Burgos passando dalla periferia. Prima di arrivare in centro ha cominciato a farmi male una gamba. Gli ultimi chilometri sono stati dolorosi. 

Alloggiamo nell'Albergue municipale: 140 posti letto su 6 piani. Noi siamo al quinto. Meno male che c'è l'ascensore! Ho deciso di fermarmi in città anche domani.

Nell'ostello ho incontrato alcune persone che avevo incontrato i primi giorni di pellegrinaggio: ci siamo salutati come vecchi amici e ci siamo raccontati come è continuato il cammino.
Per alcuni pellegrini è già il momento di tornare a casa e Burgos rappresenta l'ultima tappa. Ci si saluta, si scambiano gli indirizzi, si fa festa con un po' di malinconia, perchè il cammino è fatto anche dalle persone che si incontrano e con le quali si condivide tutto.
Anche per Annalisa, Rosa e Fran questo è l'ultimo giorno e mi dispiace. 

Nonostante mi sia riposato, quando cammino, continua a farmi male la gamba destra e zoppico un po'. Speriamo che un giorno fermo mi aiuti a recuperare.


domenica 21 luglio 2013

Belorado - San Juan de Ortega

20 luglio

Oggi ci siamo svegliati più tardi: alle 5.45. Ci siamo preparati e siamo partiti. Abbiamo camminato per i primi chilometri al fresco e, come al solito, quando è spuntato il sole abbiamo patito il caldo. Oggi tutto è andato bene: pochi dolori ai piedi, alle gambe e alla schiena. Dopo i primi 12 km è cominciata la salita e il paesaggio è cambiato: dai campi di grano si è passati ai boschi, dal giallo al verde. Tutto sotto il sole.

Durante il cammino è interessante rendersi conto di quanto in fretta cambiamo idea sulle cosa fare. Ad esempio io, in base alle situazioni e alla fatica, stamattina continuavo a pensare a come passare Burgos: "A Burgos mi  fermo un giorno", "A Burgos io vado avanti", "Mi fermo a 5km da Burgos"... e a Burgos arriveremo domani. Le nostre giornate hanno un ritmo così lento, così diverso dal normale, che non riusciamo a progettare nemmeno il pomeriggio: sembra così lontano, così soggetto a cambiamenti e ad incognite, che non siamo attendibili.

Con fatica siamo finalmente arrivati, alle 12.30, a San Juan. In paese c'è solo l'antico monastero, dove alloggiamo; la chiesa, dove è sepolto san Juan; un bar e una fontana. Il rifugio vero e proprio sembra molto vecchio e tenuto male, i materassi sono sfondati. Sembra molto più pulito dell'albergue di ieri.

Ore 17.30 Mentre dormivo mi ha chiamato Fran: "Luca, Luca". Mi sono svegliato. Fran mi parlava in spagnolo e in inglese, concitato. Non capivo nulla. Era successo qualcosa? Mi sono preoccupato. Appena in mio cervello ha cominciato ad associare dei significati alle parole che ascoltavo, ho capito che Fran mi stava chiedendo se volevo andare a visitare le cave di Atapuerca, patrimonio dell'umanità, con l'autobus che sarebbe passato alle 16.30. 
Ho continuato a dormire.

Deve aver piovuto: è tutto bagnato ma ora c'è il sole. C'è il vento e il tempo cambia rapidamente: siamo sui Monti dell'Oca, a circa 1000m di altezza.

Ore 18.30 Sta arrivando il temporale: si sentono già i tuoni.