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venerdì 18 luglio 2014

Finisterra - Milano


18 luglio

Oggi abbiamo recuperato abbondantemente i 10 giorni in cui non abbiamo utilizzato nessun mezzo di trasporto: prima le 2 ore e mezza di bus da Finisterra a Santiago, poi ancora i 40 minuti da Santiago all'aeroporto e per finire le 3 ore di aereo. Ci mancava solo la nave, ma abbiamo rischiato di finire comunque nell'oceano durante una manovra del pullman. Le nostre gambe, abituate a muoversi e a percorrere decine di chilometri, hanno sofferto parecchio. Ogni volta che ci si alzava dal sedile erano   dolori.

A Santiago, a mezzogiorno, abbiamo partecipato ancora una volta alla messa del pellegrino, che ha raccolto nella preghiera di lode tutto quello che abbiamo vissuto in questo pellegrinaggio. La celebrazione si è conclusa di nuovo con il rito del botafumero.

Anche questa esperienza si è conclusa, lasciando a tutti noi ricordi significativi.

Dalla Spagna è tutto. Si riprende giovedì quando ripartitó per il Kungsleden in Svezia. Ancora in cammino, questa volta da solo.

giovedì 17 luglio 2014

Muxia - Finisterra


17 luglio

Ore 5:00: suona la sveglia. Inizia l'ultimo giorno di cammino fino a Finisterre, la fine del mondo.
Sempre insieme a Santos, dopo le varie medicazioni ai piedi, siamo partiti. Era così buio che non si vedeva nemmeno il mare. Se ne sentiva solo il rumore e l'odore.

Usciti da Muxia siamo entrati nei boschi di eucalipto e abbiamo cominciato a salire e... sorpresa! Nuvole basse piene d'acqua e vento gelido. Almeno per un paio d'ore non abbiamo pensato ai dolori ai piedi. Per recuperare le energie perse per il freddo, alle 7:30 abbiamo mangiato le uova sode che avevamo preparato ieri.
Quando le nubi si sono alzate ha iniziato a piovere.


Il percorso di oggi era in mezzo al nulla: il primo bar era a 14 km dalla partenza. Dopo la metà abbiamo cominciato a incontrare i pellegrino che arrivavano in senso contrario: volti noti che avevamo lasciato ieri mattina al bivio di Hospital.

Siamo arrivati a Finisterre alle 12:30, ci hanno rilasciato la Finisterrana e, stanchi e stravolti, abbiamo atteso l'apertura dell'albergue.

Nel pomeriggio, a piedi, ma senza zaino, abbiamo raggiunto il faro (3,5 km): il punto più a ovest dell'Europa. Lo zip ha lasciato la sua vecchia tuta sull'ultima antenna e siamo scesi sugli scogli a contemplare il blu infinito dell'Oceano.

C'è un po' di malinconia perchè è già ora di tornare: domani cammineremo 50 m per raggiungere la fermata del bus che ci riporterà a Santiago.



mercoledì 16 luglio 2014

Olveiroa - Muxia


16 luglio

Ancora una levataccia questa mattina (5:00) per fare più chilometri possibili senza il sole. I chilometri da percorrere erano 32.

Quando siamo partiti ero così stanco che quasi mi addormentavo mentre camminavo. Verso le 6:30 abbiamo fatto colazione e in breve tempo abbiamo raggiunto Hospital, dove c'è il bivio che segna il percorso differente per Finisterra e per Muxia. Intanto si era fatto chiaro, anche se era scesa la nebbia. 

È rimasto nuvoloso fin verso le 11:00, così siamo riusciti a rimanere al fresco per più tempo, anche perchè ormai ad ogni passo si sentivano tutti i chilometri percorsi, soprattutto i 55 degli ultimi due giorni.

Alle 13:30, dopo essere passati da una spiaggia, siamo finalmente arrivati a Muxia, dove abbiamo preso posto in albergo. Arrivare all'Oceano a piedi dopo tanta fatica non ha prezzo. 
Era la festa della Madonna del Carmine, la patrona dei pescatori, e il botti che continuamente scoppiavano per aria sembravano festeggiare il nostro arrivo.

Nel pomeriggio siamo andati a ritirare l'attestato del nostro arrivo a Muxia (la Muxiana) e poi ci siamo recati alla Chiesa della Virgen de la barca, situata su uno scoglio direttamente sull'oceano. La vista da quel luogo è magnifica.

Per cena abbiamo cucinato pasta alla carbonara e ci siamo divertiti con gli altri compagni di cammino: Santos, Stanislao (simpaticissimo), una giapponese che non riusciva a cucinare le lasagne, un altro spagnolo... è incredibile come basti poco per creare dei legami e delle confidenze tra persone che non parlano nemmeno la stessa lingua!

martedì 15 luglio 2014

Negreira - Olveiroa


15 luglio

Questa mattina siamo partiti alle 5:30 insieme a Santos, ormai nostro inseparabile compagno di viaggio. Quasi nello stesso momento è partito anche l'olandese di 75 anni che dormiva di fianco a me: lungo la strada l'abbiamo incrociato ancora un po' di volte.

Subito dopo la partenza, al buio ci siamo persi: abbiamo mancato una freccia e abbiamo continuato a camminare sulla strada provinciale. Subito ci hanno preso il panico e il nervosismo: andare avanti o tornare indietro? Meno male che la carrettera un paio di chilometri più avanti si ricongiungeva al sentiero! Intanto peró abbiamo proseguito mezz'ora molto lentamente.

Il cielo fino alle 9:00 è stato coperto, rendendo più leggero il cammino, poi è uscito il sole e il caldo è diventato quasi insopportabile.
I paesaggi sono stati formidabili: dagli immensi campi di granoturco, ai paesi formati solo da fattorie, dai boschi di pini e di eucalipti alle numerose pale eoliche sugli altipiani. Ogni paesaggio ci invitava alla contemplazione e alleggeriva la fatica dei nostri passi. I chilometri sono stati tanti (33,4) e alla fine eravamo stanchi morti. Abbiamo proseguito per tanto tempo senza parlare e a pensare, uno davanti all'altro.

Ora siamo nell'albergue de peregrinos de Olveiroa, un ostello molto caratteristico in pietra con le finestre azzurre e alcuni orreos di contorno. Molto singolare anche il paese: gli unici altri edifici, oltre ai bar, sono le stalle con i tipici "profumi" e suoni e mosche dappertutto. 

Siamo in tanti, l'hospitalera sta trovando posti in ogni angolo per accogliere tutti. Intanto ci stiamo informando su quanti pellegrino domani fanno la nostra strada verso Muxia e quanti vanno direttamente a Finisterra, in modo da organizzare l'orario della sveglia di domani.

lunedì 14 luglio 2014

Santiago - Negreira


14 luglio

Ieri sera eravamo stanchi morti. Alle 21:00 siamo andati a letto e abbiamo dormito come sassi fino alla sveglia (5:30).

Quando siamo partiti questa mattina sembrava brutto tempo. Era ancora buio e la città di Santiago, immersa nella solitudine notturna e nella luce giallognola dei lampioni, era uno spettacolo molto suggestivo.
Siamo entrati quasi subito nei profumatissimi boschi di eucalipto, molto più fitti di quelli incontrati finora, 
Fino a Quintanas eravamo da soli, dopo abbiamo iniziato a incontrare pellegrini come noi diretti a Finisterra o che tornavano indietro verso Santiago. Dopo aver recitato le lodi si è unito a noi Santos, il companero di cama dello zio ad Arzúa.

Il percorso di oggi (21 km) è stato tranquillo. Ormai il corpo è allenato e non soffre più come i primi giorni. 
Degna di nota è stata la ripida salita di 2,6 km che da Aguapesada (58m) ci ha portati all'alto de Mar de Ovellas (272 m). Bellissimo il paesaggio del ponte sul rio Tambre a Ponte Maceira. Peccato che lo zio non l'abbia visto perchè ha lasciato gli occhiali da vista in albergue a Santiago. Per lui abbiamo fatto parecchie foto.



Sotto il sole siamo arrivati all'albergue della Xunta di Negreira alle 12:30. 

Adesso stiamo studiando la tappa di domani: lo zio è un po' preoccupato, soprattutto perchè è molto lunga e le previsioni del tempo dicono che ci sarà sole. Speriamo di farcela.