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giovedì 8 agosto 2013

Samos - Barbadelo


8 luglio

... e invece il cielo ci ha regalato altra acqua. In poco tempo è finita anche tutta poesia di camminare sotto la pioggia. Avevo le mani, le gambe, i piedi e la faccia freddi e bagnati; sotto il k-way si moriva di caldo; sui polpastrelli sono comparse quelle pieghe di chi rimane troppo in acqua; non mi potevo fermare neppure per bere dalla borraccia per evitare di dover aprire lo zaino e bagnarne il contenuto; le cinghie si allentavano in fretta. Ciascuno camminava per conto proprio avvolto in sacchi di plastica e immerso nei propri pensieri. 
Così con molta pazienza ho percorso i chilometri solitari fino a Sarria. La strada era come quella di ieri ed era più lunga di quanto avessi creduto. 
A Sarria ha smesso di piovere. Sono passato dal centri infirmazioni a prendere gli opuscoli del cammino per Finisterre: non si sa mai.

La ripresa dopo la pausa è stata impegnativa per la mia gamba. Il massaggio che ieri sera mi ha fatto l'hospitalero di Samos e l'antinfiammatorio ormai avevano finito i loro benefici effetti. Ho impiegato 10 minuti buoni per fare la discesa scivolosa dietro al cimitero. Da freschi si fa saltando su una gamba sola! Gli ultimi chilometri fino a Barbadelo erano intasati di gente. Ho trovato posto nell'Albergue della Xunta: 107 km a Santiago. 

Il rifugio é piccolissimo: 18 posti letto ammassati in due camerette. Ho conosciuto un gruppo di giovani di Reggio Emilia e, esattamente dopo un mese dalla partenza, ho ritrovato Ilaria. Alla fine lei è partita da Lourdes a piedi! Mi ha raccontato come ha vussuto il cammino fin'ora e l'importanza che ha avuto per lei la parte in Francia. 
Forse io non ne avevo bisogno, chissà.

Nel pomeriggio il tempo è cambiato, è uscito il sole e fa caldo.

In questi giorni sto cercando di raccogliere e riordinare quello che il pellegrinaggio mi ha dato fino ad ora.

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